La biografia di Tomas Milian – narrata con passione da Lupi in questa sua seconda monografia cinematografica – mi ha impressionato.
Un realismo eccessivamente doloroso da accettare senza il filtro del grottesco, senza la mediazione del paradosso e senza la deviazione della visionarietà: un film di denuncia organico, lacerante e intellettualmente onesto, pregiato da un’interpretazione superba di Gian Maria Volontè.
POCO TENGO, POCO DONGO.
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