Un metodo efficace per giudicare un film di Paolo Virzì è misurare la percentuale di luoghi comuni che vi si può trovare. Con questo criterio le ultime produzioni del cineasta italiano non se la cavano granché bene. Dopo il tuffo nel passato con N, Virzì riprova a narrare il nostro ostico presente. Impresa, peraltro, ardua. Ultimamente non aveva convinto neanche Caterina va in città, di un semplicismo e una piacioneria imbarazzanti, ma con Tutta la vita davanti il nostro Paolo tenta il lascia o raddoppia.
Opera prima di Marco Pasquini da Bologna, classe 1968, già parte del collettivo de “iQuindici”, “Rimini, ancora” inaugura la collana Incomprensioni della nuova casa editrice sassarese M. Edizioni. Si parte – vale per autore ed editore – con un romanzo che da un punto di vista della politica editoriale parla chiaro: l’ambizione è tornare sul sentiero tracciato da uno degli ultimi grandi letterati italiani, il troppo presto perduto Pier Vittorio Tondelli.
Commedia satireggiante, d’ambientazione irrimediabilmente contemporanea e d’accessibilità e comprensibilità tutta italiota (si legga: autoreferenziale e, in senso lato, parrocchiale), “Caterina va in città” è una storia non di vizi e virtù, ma di vizi e vezzi della Roma medio-alto borghese filtrati dalla prospettiva d’una adolescente imbambolata e provinciale...
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