Viaggi

Ricapito Francesco

Lo stagista che andò in Kosovo: Cronaca del Primo Viaggio di Lavoro - Parte 1

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Ricapito Francesco

Sono pochi i giovani laureati che oggi riescono a scampare ai tanto famigerati stage, io non sono uno di questi: da ottobre 2015 sono stato assunto come stagista in un centro inter-universitario per i diritti umani con sede al Lido di Venezia. Questo centro è famoso soprattutto perché dal 1997 organizza un Master sui diritti umani: ogni anno, da settembre a febbraio, circa novanta studenti di tutto il mondo seguono lezioni e seminari con professori ed esperti in materia. Da febbraio fino a maggio poi gli studenti sono mandati in altre università europee, dove seguono corsi e scrivono una breve tesi su un tema a loro scelta.

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Ricapito Francesco

Mamma vado in Uzbekistan! Viaggio alla riscoperta della via della seta - parte 10

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Ricapito Francesco

Volo Uzbekistan Airlines Tashkent – Baku Giovedì 30 aprile 2015 ore 13:01 - Nonostante le tende tirate davanti alla finestra, i raggi del sole entrano lo stesso nella camera e ci svegliano presto. Facciamo colazione al piano inferiore in compagnia di altri viaggiatori francesi che ci fanno alcune domande su Bukhara e Samarcanda. Stamattina vogliamo finire di esplorare Khiva e poi prepararci per la gita nel deserto. La macchina verrà a prenderci alle quindici. Ieri abbiamo visto i punti focali della città, oggi vogliamo esplorare più a fondo le zone meno conosciute, lo facciamo sempre senza seguire una logica precisa, vaghiamo per le vie e curiosiamo qua e là.

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Ricapito Francesco

Mamma vado in Uzbekistan! Viaggio alla riscoperta della via della seta - parte 9

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Ricapito Francesco

Khiva, Hotel Xiva Atabek Lunedì 27 aprile 2015 ore 23:40 - La sveglia suona presto stamattina, la giornata sarà lunga e abbiamo molti chilometri da percorrere per arrivare a Khiva. Facciamo colazione rapidamente, il tassista è già fuori che ci aspetta. Il nostro mezzo per oggi è un minivan semi-nuovo dotato di sedili comodi e perfino di aria condizionata, il che va aldilà delle nostre più rosee previsioni. Con noi viaggia pure una ragazza uzbeka, è una studentessa di Tashkent che deve andare a Khiva a trovare dei parenti. Partiamo in orario, la ragazza si siede davanti e non sembra voler socializzare, noi ci mettiamo a nostro agio nei sedili dietro. Partiamo senza riuscire a rivedere un’ultima volta la meravigliosa figlia della proprietaria dell’ostello.

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Ricapito Francesco

Mamma vado in Uzbekistan! Viaggio alla riscoperta della via della seta - parte 8

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Ricapito Francesco

Bukhara, B&B Rustam – Zuxro Domenica 26 aprile 2015 ore 23:36 - Ci sono le nuvole oggi sopra Buchara, sembra quasi che debba piovere da un momento all’altro. Il programma odierno è già abbastanza nutrito, ma Marco propone un’aggiunta: una visita al quartiere ebraico. Si tratta di una buona idea: la comunità ebraica di Bukhara è una delle più antiche dell’Uzbekistan, i primi ebrei arrivarono qui tra il XII e il XIII secolo e col passare degli anni svilupparono una lingua tutta loro molto simile al persiano e che utilizza l’alfabeto ebraico. Oggi in città sono rimaste solo poche centinaia di persone ma sembra che durante il periodo della dominazione sovietica gli ebrei rappresentassero una percentuale molto più consistente della popolazione cittadina.

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Ricapito Francesco

Mamma vado in Uzbekistan! Viaggio alla riscoperta della via della seta - parte 7

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Ricapito Francesco

Bukhara, B&B Rustam – Zuxro sabato 25 aprile 2015 ore 23:46 Svegliarsi a Samarcanda è un piacere: anche oggi mi alzo di buon umore e sento di aver dormito benissimo. Il nostro treno per Bukhara parte verso mezzogiorno, abbiamo quindi il tempo per visitare un ultimo monumento di Samarcanda: il mausoleo di Gur-E-Mir, dove riposa il celebre Tamerlano, di cui tanto abbiamo sentito parlare negli ultimi giorni: conquistatore, imperatore, dittatore implacabile, che tra il 1370 e il 1405 riuscì a fondare uno dei più grandi imperi della storia, facendone capitale Samarcanda. La sua figura è oggi promossa dal governo come uno dei primi fautori dell’Uzbekistan moderno. Il mausoleo si trova letteralmente di fianco all’ostello, i molti turisti presenti sono quasi tutti uzbeki.

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Ricapito Francesco

Mamma vado in Uzbekistan! Viaggio alla riscoperta della via della seta - parte 6

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Ricapito Francesco

Samarcanda, Emir B&B sabato 25 aprile 2015 ore 00:14 - Il nostro risveglio è dolce, gli uccelli cantano nel cortile del B&B, il sole filtra dalle finestre e ho dormito veramente bene. Facciamo colazione e poi ci mettiamo in marcia in modo rapido ed efficiente. Non sono stanco dei miei compagni di viaggio, come mi capita spesso. Dal momento che Alessandro deve cambiare i soldi la nostra prima destinazione è la banca. Già ieri ci aveva provato, ma gli avevano detto di ripassare oggi e infatti questa volta ce la fa, ma impiega comunque una buona mezz’ora. Finalmente siamo liberi di andarcene da quel brutto quartiere moderno, ci aspetta la visita dello Shah-I-Zinda, forse il luogo più spettacolare di Samarcanda.

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Ricapito Francesco

Mamma vado in Uzbekistan! Viaggio alla riscoperta della via della seta - parte 5

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Ricapito Francesco

Samarcanda, Emir B&B giovedì 23 aprile 2015 ore 23:58 - Con l’aiuto di una teiera fumante che ormai ci sentiamo praticamente in dovere di ordinare ad ogni pasto mangiamo a sazietà. Prima di passare alla prossima attrazione dobbiamo sbrigare un paio di faccende, la prima è comprare il biglietto del treno per Bukhara, la città che vogliamo visitare dopo Samarcanda. Chiedendo informazioni ai passanti riusciamo a trovare l’ufficio delle ferrovie statali, compriamo i biglietti per dopodomani. Questo vuol dire essere in ritardo di un giorno sulla nostra tabella di marcia, io avrei preferito partire direttamente domani, ma evito di fare polemiche inutili. La seconda faccenda è far cambiare soldi ad Alessandro.

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Mamma vado in Uzbekistan! Viaggio alla riscoperta della via della seta - parte 4

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Ricapito Francesco

Samarcanda, Emir B&B giovedì 23 aprile 2015 ore 23:58 - Il risveglio alle cinque di mattina si rivela meno tragico del previsto e, dopo una rapida colazione, arriviamo senza troppi problemi alla stazione dei treni. Prima di entrare nell’edificio vero e proprio dobbiamo passare un primo controllo di sicurezza, mostriamo così i passaporti e i biglietti ai poliziotti di guardia. Il secondo controllo avviene dentro la stazione: appena entriamo ci troviamo davanti a due macchine a raggi x, uguali a quelle usate negli aeroporti, ed esattamente come se stessimo per prendere l’aereo dobbiamo lasciare giù i nostri zaini e mettere cellulari, portafogli e cinture dentro a cassette di plastica che vengono fatte passare sotto la macchina.

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Mamma vado in Uzbekistan! Viaggio alla riscoperta della via della seta - parte 3

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Tashkent, Topchan Hostel giovedì 23 aprile 2015 ore 00:32 - La mattina ce la prendiamo piuttosto comoda e non ci alziamo dal letto prima delle nove. Noi facciamo colazione con i biscotti comprati il giorno prima, Jan invece si cucina “bel bello” le sue cinque uova. Alessandro non sta benissimo, è raffreddato e dice di sentirsi anche qualche linea di febbre, decide quindi di restare in ostello. Paul, il francese, oggi è andato a prendere la sua ragazza in aeroporto e così siamo solo io, Marco e Jan. Usciamo per andare a prendere il tram ma questo ci sfreccia davanti senza fermarsi. Poco male, fa piuttosto caldo e c’è il sole, possiamo tranquillamente camminare fino alla prossima fermata.

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Mamma vado in Uzbekistan! Viaggio alla riscoperta della via della seta - parte 2

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Ricapito Francesco

Tashkent, Topchan Hostel martedì 21 aprile 2015 ore 23:01 - Il nostro sonnellino rigenerativo dura fino alle nove, quando ci svegliamo tutti e tre in rapida successione. Ora che sono un po’ più lucido ho modo di guardarmi intorno e noto che l’ostello è stato chiaramente aperto da poco: i muri sono ancora puliti, tutti i mobili sono in perfetto stato e i letti odorano ancora di nuovo. La struttura non è molto grande, le camere sono tutte al primo piano: una camerata maschile, una femminile e una doppia. Oltre a queste ci sono anche un piccolo bar ed una sala con la televisione. Al piano terra invece ci sono una cucina molto ben attrezzata, un grande tavolo e addirittura un salone dove Rafa ci dice che in futuro organizzerà delle feste.

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Mamma vado in Uzbekistan! Viaggio alla riscoperta della via della seta - parte 1

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Mediamente, quando una persona sente il nome di un paese che finisce con “-stan”, i primi pensieri che questa fa è che probabilmente tale paese si trova da qualche parte in Asia, ha un nome difficile da pronunciare, è povero e quasi sicuramente ci sono i terroristi. A conti fatti, tre su quattro di questi pregiudizi sono veri e uno lo è solo in parte: - la particella “-stan” significa “terra di” in persiano e di conseguenza Afghanistan significa “terra degli afghani”, Kazakistan “terra dei Kazaki” e così via.

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Reportage. Azerbaigian: il confine con il Daghestan e le terre dei lezgini - parte 3

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Baku Mercoledì 27 maggio 2015 Ore 22.30 - Sarà l’aria di montagna, sarà la comodità del materasso appoggiato per terra, la grandezza del cuscino o il bellissimo tepore che siamo riusciti a creare sotto i due piumoni, dormiamo tutti saporitamente per oltre una decina di ore. Il risveglio tardivo ci fa sforare sulla tabella di marcia, ma Cavid non sembra eccessivamente preoccupato. Il cielo è sereno e l’aria è piacevolmente fresca e profuma di primavera. La colazione ci viene servita al piano inferiore, come la cena la sera prima, ed è a base di pane, burro e formaggio di capra. Anche oggi resto piacevolmente stupito dal colore giallo intenso del burro fatto in casa, talmente saporito che si potrebbe mangiare anche da solo.

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Reportage. Azerbaigian: il confine con il Daghestan e le terre dei lezgini - parte 2

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Villaggio di Gokhur, valle di Sudur Martedì 26 maggio 2015 Ore 22.30 - Arriviamo in cima alla strada a piedi, cercando di evitare le numerose pozzanghere fangose e troviamo una bella casa a due piani circondata da un recinto per le mucche e da un’alta pila di letame compressato in tanti piccoli blocchi squadrati. Da quel che so costituisce il combustibile per il fuoco vista la mancanza di legno e la difficoltà a trasportarlo fino a qui. Non so di preciso quanti chilometri abbiamo percorso, ma è stata necessaria un’ora di auto. Ad attenderci davanti alla casa c’è un signore sulla sessantina con la moglie, sua coetanea. Anche loro, come Elshad, hanno la pelle piuttosto chiara e lineamenti che ricordano molto più quelli dei russi o degli europei dell’est che degli azeri.

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Reportage. Azerbaigian: il confine con il Daghestan e le terre dei lezgini - parte 1

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Ricapito Francesco

Se provate a leggere un qualsiasi libro sul Caucaso e la sua storia è molto probabile che vi imbattiate in una buona quantità di nomi di etnie e popolazioni semisconosciute e di cui solo gli specialisti si occupano: tati, albani, tatari, circassi, udi, azeri, osseti, abkhazi, talysh e avari sono solo alcuni ma ce ne sono molti altri. D’altronde il Caucaso è da sempre conosciuto per il suo grandissimo patrimonio di popolazioni, culture, tradizioni e ovviamente lingue. Ci sono villaggi nelle montagne dell’Azerbaigian che nei secoli sono rimasti talmente isolati dal resto del mondo che hanno maturato delle loro lingue, spesso tuttora parlate solo là e anche sviluppato usi e costumi differenti da quelli dello stato in cui si trovano.

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Ricapito Francesco

Reportage. L'Azerbaigian Meno Visitato. Ganja e le Zone del Confine Militarizzato – Parte 5

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Ricapito Francesco

27 marzo 2015 ore 21.53 Baku - Dopo pranzo Rufat ci mostra il resto di Barda, che in verità consiste quasi solo nel nuovissimo parco pubblico (ovviamente intitolato ad Heydar Aliyev). Il parco deve essere ancora inaugurato ufficialmente e per questo l’entrata è circondata da nastro segnaletico e sorvegliata dalla polizia. Tuttavia Rufat parla con uno dei poliziotti che ci lascia passare senza problemi. Il parco ha lo stesso stile di quelli che si possono vedere a Baku: pochi alberi, molte strade eleganti con panchine e fontane, scarsi prati veri e propri e una possente statua di Heydar Aliyev al centro.

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