C’è stata una parte di me che ha quasi rimpianto di aver letto il libro inchiesta “Lo sa il vento – Il male invisibile della Sardegna” dei giornalisti Carlo Porcedda e Maddalena Brunetti, con l’appassionata prefazione del musicista Paolo Fresu, perché le sue 218 pagine mi hanno fatto davvero male e ho avuto quasi voglia di prendere il libro e di gettarlo dalla finestra come per allontanare tutto il dolore, i drammi, gli orrori che questo libro contiene.
“Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda”. La citazione di Horacio Verbitsky è probabilmente una di quelle che meglio potevano funzionare come premessa a “Toghe verdi”.
"Cedimenti" è un romanzo che, all'inizio, dà la sensazione di non poter sorprendere. Almeno non qui in Italia. In un Paese in cui le storie di mafia servono spesso da telaio per le fiction in TV, in cui in ogni paesino c'è almeno un mostro di cemento che svetta inquietante come una bestemmia su un panorama che nessuno dovrebbe nemmeno sfiorare. Purtroppo esistono interessi che mescolano tanto denaro a tanto cemento e poi c'è la legge dei piani regolatori e dei condoni, cieca a vigliacca, che appiana e legittima senza capire e senza spiegare.
Partiamo dalla fine, se si può considerarla fine, del disastro avvenuto nell’aprile del 2010 in seguito ad un incidente a bordo della Deepwater Horizon, una piattaforma di perforazione della BP situata al largo delle coste statunitensi nel Golfo del Messico.
Spiegare ai tedeschi che le mafie hanno messo radici da anni nella loro terra è un compito arduo. Soprattutto se la stragrande maggioranza dei tedeschi continua a ritenere che la mafia sia lontana anni luce dalla Germania. Ecco perché la missione di Petra Reski non è affatto semplice. E' più che evidente che l'intraprendente ed acuta giornalista e scrittrice, corrispondente culturale per diverse testate, abbia scritto questo libro per illuminare i suoi connazionali.
“H.E.R.O.I.N. – La strada dei supereoi” prima uscita a fumetti della casa editrice Verdenero è un libro che ha il sapore del progetto ambizioso, di una sfida a cuore aperto lanciata nel mondo dell’editoria italiana. Come altro si potrebbe definire un libro che vede trasformarsi il gruppo musicale italiano Motel Connection scioltosi ad inizio 2011 ("H.E.R.O.I.N." è anche il titolo del disco uscito nel 2010) e formato da Samuel, voce dei Subsonica, Pisti, dj house, e Pierfunk, ex bassista dei Subsonica in un trio di supereroi scagliati nello scenario della città di Overvolt City e combattere per la libertà?
Se anche voi non sopportate i maltrattamenti sugli animali, la vivisezione, i soprusi gratuiti, e siete animalisti non solo con le parole, il nuovo libro di Deborah Gambetta, È tutto a posto, è una lettura che non potete tralasciare.
E non soltanto per la trama ben congegnata, ma soprattutto per l’argomento trattato e per l’importante messaggio che questo romanzo porta con sé. Senza retorica, ma soprattutto senza mezze misure e con una scrittura serrata e avvincente, l’ultimo libro della collana Noir di Ecomafia di Verdenero (in libreria dal 16 marzo) riesce a catapultare il lettore in un mondo violento, sanguinario e senza scrupoli.
Per la collana VerdeNero di Edizioni Ambiente Federico Batini, ricercatore all’università di Perugia e direttore di Nausika (www.narrazioni.it), pubblica due piccoli racconti, piccoli ma molto importanti: Non tutto è da buttare e La Terza Guerra Mondiale riescono, in pochissime pagine, ad andare in profondità su un tema così importante come quello del riciclo dei rifiuti e il progressivo disfacimento della nostra società.
Ha perfettamente ragione Gian Carlo Caselli quando nella prefazione di “Nomi, cognomi e infami” ci ricorda che la resistenza alle mafie parla molte lingue. Spesso ce lo dimentichiamo perché probabilmente, immersi nella propaganda e amnesie da disinformazione, non si sta troppo a sottilizzare.
Assistendo al quotidiano spettacolo messo in scena dai mezzi d'informazione viene da chiedersi se l'Africa (ma questo vale anche per l'Asia e l'America Latina) esista ancora fisicamente e se il mondo in cui viviamo sia realmente ancora quello rintracciabile su un Atlante Geografico.
Giancarlo Narciso è un nome noto nella letteratura gialla e noir, perché pubblica da anni sotto lo pseudonimo di Jack Morisco coinvolgenti romanzi di spionaggio nella collana Segretissimo. Negli ultimi anni è uscito dall’edicola per portare i suoi personaggi all’interno di prestigiose collane di editori medio-grandi come Fazi (Sankhara, Singapore Sling, Le zanzare di Zanzibar), Dario Flaccovio (Incontro a Daunanda – Premio Scerbanenco 2006) e Perdisa Pop (Un’ombra anche tu come me).
Sgombriamo il campo da un primo equivoco: il nuovo romanzo di Gian Luca Favetto, letterato torinese classe 1957, non è un noir e non ha niente o quasi a che fare con l'ecomafia, a dispetto della (nobile) collana di progetto in cui è inserito, quella di VerdeNero. Sgombriamo il campo con gioia – personalmente non ho nessuna simpatia per la letteratura di genere, e non l'ho mai nascosto; ma ne ho molta, senza dubbio, quando il genere si rivela “impegnato” e di denuncia, come in questa collana – e ci ritroviamo di fronte a un grande romanzo dedicato a (e concentrato in) un tema fondamentale: l'arte della fotografia.
Due vite negate, due mondi distanti che confluiscono nel dolore della schiavitù e si perdono nel sogno d’un amore che è speranza di rinascita e riscatto. Marek e Aleya sono la favola che non conosce il lieto fine e "Bloody Mary" è un noir intriso di rosso: rosso come i pomodori che lui è venuto a raccogliere nella campagna pugliese. Rosso come il sangue di lei ogni volta che un nuovo padrone la pesta fino a farle perdere i sensi. Rosso come la copertina stessa di questo libro scritto a quattro mani da Vichi e Gori e che, coerentemente con la linea editoriale di VerdeNero, sceglie la letteratura come terreno di lotta, come strumento di denuncia.
Commenti recenti
1 sec fa
48 min 37 sec fa
1 ora 13 min fa
1 ora 13 min fa
1 ora 53 min fa
2 ore 38 min fa
2 ore 44 min fa
2 ore 48 min fa
3 ore 20 min fa
4 ore 11 min fa