Estate di San Giovanni, Helsinki, 1975. Un giornalista e un fotografo, depressi e delusi dalla vita, stanno tornando a casa, viaggiando indifferenti e stanchi, quando una lepre attraversa la strada. Viene investita. Il giornalista scende per curarla, laggiù, nel buio della radura dove s'è rifugiata. Il fotografo, stizzito e smanioso, lo richiama. Devono ripartire. Ma il giornalista non torna indietro. E così siamo rimasti qui, dice alla lepre, mentre la coccola e la conforta.
È come ascoltare una ballata tra gli yegg raccontati dallo scrittore ladro e vagabondo Jack Black, padre di un genere; è come restituire alla letteratura italiana il respiro del romanzo picaresco; è alfabetizzare i contemporanei, insegnando dinamiche, nomi e interazioni dei banditi anarchici (non degli anarchici banditi) del primo Novecento, restituendo memoria a città e territori cambiati, giocando con le rime e le assonanze per tessere una filastrocca romanzata.
“Reports from the Edges of America & Beyond” è un’appassionante raccolta di reportage curati dal giornalista, scrittore e poeta americano Denis Johnson, classe 1949, (relativamente) conosciuto dalle nostre parti per via del romanzo “Jesus’ Son” (e del film omonimo, per la regia di Alison Maclean), considerato in patria tra gli alfieri della “drug literature”.
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