“un poeta è difficile dire cos’è.
un poeta vede le cose.
un editore indipendente è un coraggioso.
un editore indipendente che pubblica poesia è un visionario.
i coraggiosi e i visionari servono a questo mondo molto più delle creme antirughe.
gli editori che pubblicano bei libri servono a questo mondo molto più delle creme antirughe.
io faccio uso di creme antirughe e scrivo poesie. a volte sono coraggiosa.
i bravi poeti servono a questo mondo più delle creme antirughe.
se io sono poeta e brava lo dovete decidere voi. io continuerò comunque a fare uso di creme antirughe” [Alessandra Racca].
Allegoria intensa ed elegiaca dello spirito di accettazione della depressione, dell'anomia, della sofferenza e dell'inquietudine che feriscono e offendono la nostra società occidentale, e il nostro tempo, “Salone di bellezza” è un romanzo breve e crudo – è la drammatica rappresentazione della prepotenza del malessere di tanti individui squassati dalla freddezza e dal disordine della vita metropolitana: dalla sua rinuncia incontrovertibile alla bellezza, su tutto.
“Corrierino delle famiglie” [1954] è una raccolta di racconti, sketch e bozzetti dello scrittore borghese Giovannino Guareschi: una raccolta di racconti caratterizzata da una profonda semplicità, da un respiro docile, gentile, umanissimo e famigliare, prosa delle piccole cose (sono piccole davvero?) e della quotidianità, spaccato d'un'Italia che respirava quieta il profumo della democrazia e del lento ritorno alla normalità.
Quando ho saputo della morte di Renzo Rosso erano passati già due mesi dal suo decesso. Sono rimasto molto male. L'avevo conosciuto una sera al Barabook di san Lorenzo, qui a Roma. Gli avevo appena fatto la recensione del suo straordinario ultimo romanzo pubblicato con Azimut nel 2006 (e per questo, e per aver pubblicato anche i suoi ultimi due saggi, Guido Farneti dovrebbe essere insignito di un premio speciale – ma non lo faranno perché l'editoria è in mano a illetterati, spesso in malafede). La recensione era uscita su un giornale di partito che oggi non esiste più, lui era rimasto molto contento, io ammirato non solo dalla sua scrittura ma dalla sua mente geniale, e dalla sua statura di uomo modesto e colto.
Patrik Ourednik (Praga, 1957) è un letterato massimalista, caratterizzato da uno stile a un tempo elegante e messianico: noi italiani dobbiamo l’incontro con la sua opera alle benemerite duepunti edizioni di Palermo, che già avevano pubblicato un paio d’anni fa l’inatteso e tagliente “Europeana. Breve storia del XX secolo”.
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