Spietata, lucida, austera nella sua raffinata semplicità, la prosa della Kristof scivola via, pagina dopo pagina, riproducendo con andatura cadenzata, l’eco lugubre del tamburo che accompagna la marcia della morte e si spinge oltre il confine che separa verità e menzogna con l’agilità e la potenza subdola di un vento che scompiglia i capelli confondendo i pensieri.
Commenti recenti
7 ore 58 min fa
8 ore 49 min fa
8 ore 53 min fa
9 ore 2 min fa
9 ore 12 min fa
9 ore 12 min fa
11 ore 3 min fa
13 ore 19 min fa
13 ore 29 min fa
13 ore 36 min fa