Si rivela essere un esperimento maldestro quello di gettarsi nel pieno di una storia di animazione costruita sul finire del secolo ormai trascorso. Alla nuova “generazione” non mi lega alcuna tenerezza d’infanzia, neppure attenuati ricordi che possano ingannare e, quindi, deviare la volontà da un giudizio spassionato. Smuovere la sabbia della nuova realtà d’animazione può a volte riservare sorprese di vario genere, piacevoli o meno dipende dai punti di vista e dallo stato d’animo del momento. Non sono nuova ad “esperimenti” di tal genere, ma questa volta c’era una vera e propria sfida da portare a compimento.
“Voglio annunciare che fra due settimane lascerò il notiziario a causa dei bassi indici d'ascolto. E poiché il programma è l'unica cosa che davvero conti nella mia vita, ho deciso di suicidarmi. Mi farò saltare il cervello proprio qui, in diretta, ad una settimana da oggi. Così il network avrà una settimana per promuovere il programma. Dovremmo ottenere uno share del 50%.”
"La censura alimenta le menti perverse più di quanto le alimenterebbe la parola che inizia per C." (Dick Cavett)
Massimiliano Panarari, classe 1971, consulente di comunicazione pubblica e politica, docente universitario di Analisi del linguaggio politico, firma di Repubblica e del Mulino, autore del recente, discusso “L’egemonia sottoculturale. L’Italia da Gramsci al gossip” (Einaudi, pp. 148, € 16,50), è un intellettuale di sinistra con una visione solare del futuro.
Primo romanzo di Mauro Garofalo, giornalista e scrittore capitolino classe 1974, alle spalle un fortunato libro-intervista con Morgan (“In pArte Morgan”, Eleuthera 2009), “Iolavorointivu” (Alacran) è una vita agra catodica e ribelle, dominata da una impressionante capacità di assimilazione del lessico ultrainglese dell'informatica, del marketing e della comunicazione, capace d'essere a un tempo libro satirico di denuncia delle condizioni dei cittadini lavoratori nelle aziende contemporanee, a un tempo libro drammatico di sintesi e trasfigurazione del
“Venne il momento in cui la sofferenza altrui non li sfamò più: ne pretesero lo spettacolo”.
Pseudo-scrittori a Che tempo che fa
Tobias Jones incontra un'italiana in Grecia, se ne innamora, si dimette dall'Independent e si trasferisce a Parma. Impara l'italiano frequentando la Curva Nord del Tardini, si mantiene come corrispondente dall'estero per la stampa britannica. Un bel giorno, si ritrova un libro commissionato: una lettura dell'Italia contemporanea, impossibile per chi l'aveva preceduto. Fatica molto a scrivere (“nessuno in Gran Bretagna, pensavo, crederebbe a certe cose”), e spiega ragionevolmente perché:
Prima uscita della nuova collana “Alterpop” del Foglio, diretta da Alessandro Dezi, “Anni 70 for dummies” è una piccola antologia di memorie d'infanzia e d'adolescenza di un esordiente autore bolognese, Valerio Biagi, classe '68. Senza pretese diverse da un generico intrattenimento e dall'aneddotica, il libro si lascia sfogliare tra qualche sorriso e qualche inevitabile irritazione: Biagi considera la televisione il suo “occhio sul mondo” per eccellenza (p. 55): non posso essere più lontano di così da un cittadino italiano, pur comprendendo di essere nato a dieci anni di distanza e in un contesto differente.
Tre luoghi, sei persone, distanti nello spazio ma non nel tempo. Sullo sfondo, la guerra in Afghanistan.
Leoni per Agnelli è un film di Robert Redford che prende spunto dalla situazione geopolitica internazionale per riflettere sulla guerra, la morte, ma anche gli ideali, l’impegno civile e la responsabilità dei singoli nella società e nel mondo. Un mondo in cui i media sono strettamente legati col potere, invece di essere “cani da guardia” e strumenti di pressione. Un mondo in cui una disfatta in guerra può essere trasformata in un successo, se il rullo che passa sotto al tg delle 20 lo afferma con sicurezza.
Compattare in poco più di 140 pagine tutta la storia della radio e della televisione nel nostro Paese: sembrerebbe una impresa quasi impossibile ma Francesca Anania, docente di Storia delle Comunicazioni di Massa e autrice di programmi storici in televisione c’è riuscita, senza tralasciare nulla della storia dei due importantissimi media nel contesto sociale italiano, e rendendo la lettura del piccolo volume ancora più interessante grazie al racconto di originali aneddoti storico-politici.
Signor Bonfiglio, innanzitutto complimenti per l'iniziativa: sto parlando di "Leggendario Tv"... vogliamo spiegare ai lettori di cosa si tratta?
"Leggendario" è la prima trasmissione televisiva sui libri ideata e diretta da un editore: Gianni Bonfiglio. Dunque un programma realizzato con competenza specifica e con un chiaro obiettivo: CONVINCERE GLI ITALIANI CHE I LIBRI SI DEVONO COMPRARE. Non è possibile leggere i libri senza acquistarli.
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