Postmoderno prequel di “Dracula” di Bram Stoker, il bizzarro pastiche “The Dracula Archives” apparve nel 1971; per questa sua prima edizione italiana abbiamo dovuto aspettare circa quarant'anni. L'autore, Raymond Rudorff (1933-1992), era un uomo che preferiva restare nell'ombra, e a quanto pare nell'ombra riposa; a quasi vent'anni di distanza dalla sua morte, è discretamente complicato riuscire a ricostruire notizie biografiche credibili e poggiate su fonti di prima mano. Sembra che Rudorff sia stato uno storico e un giornalista inglese, traduttore dal francese e dall'italiano.
"Il vampiro è una forma notturna, la sua esistenza è legata al buio. All'alba, torna al sepolcro dal quale è uscito, riprende l'immobilità della morte e aspetta la nuova sera. Quante bare, presso le quali la gente s'inginocchia e prega con devozione, contengono l'essenza stessa del diavolo, un vampiro? Nessuno lo saprà mai. Ma nell'oscurità, fin dall'alba dei tempi, i vampiri hanno lasciato le loro tombe alla ricerca di preda” (p. 109). Eh già. 1961: prima pubblicazione di questo stravagante ibrido saggistico-narrativo, firmato da Emilio de' Rossignoli: “Io credo nei vampiri” diventa, ben presto, un libro di culto per tutti gli appassionati di horror e di letteratura gotica.
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