“In piedi e seduti” [1948] è un memoir concentrato sul periodo più delicato, controverso e doloroso del nostro Novecento italiano: 1919-1943. Quello dell'Italia “proletaria”, figlia di Vittorio Veneto, “in piedi” per volontà e comando del suo inatteso leader ultrasocialista romagnolo; e quello dell'Italia sconfitta, fuggiasca e a un passo dalla Guerra Civile, improvvisamente e totalmente seduta. Seduta e impegnata a leccarsi le ferite, e a spararsi addosso, e poi a ricostruirsi.
GENESI e STRUTTURA
“Il libro è nato da una serie di articoli pubblicati, dapprima in Italia, nel 1906, sotto lo stimolo dell’esperienza del movimento operaio francese, quale si era manifestato e si andava manifestando nei primi tentativi di sciopero generale e di lotta politica e di classe, nella sopravveniente crisi della democrazia rappresentativa e della pace sociale, sotto la guida dei «sindacalisti».
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