Si diceva tempo fa che dell’intrattenimento in letteratura si potrebbe tranquillamente fare a meno. Ci sono molte cose con cui divertirsi, passare il tempo, crogiolarsi. L’assunto, senza voler essere una inutile quanto pomposa dichiarazione di guerra, resta valido. Resta, anzi torna necessario l’esercizio del discernimento – sebbene non sia l’estetico il regno delle certezze, men che meno la letteratura. Insomma sarebbe il caso di sforzarsi volta per volta per cercare quel punto di rottura rispetto alla semplice gradevolezza che ci consenta di definire come letteratura un romanzo, poniamo, rispetto ad oggetti consimili.
“Forse siamo fatti in ugual misura di ciò che è stato e di ciò che avrebbe potuto essere. E mi spingo a pensare che sia la finzione a raccontarci tutto questo, o meglio, a servirci da promemoria di quella dimensione che siamo soliti lasciare da parte al momento di raccontare e di spiegare noi stessi e la nostra vita. E oggi il romanzo è ancora la forma più elaborata di finzione”.
In quest’ottica Marías sceglie di dedicarsi alla menzogna dello scrivere, collocandosi nel dubbio, nell’incognita di un condizionale plausibile e tuttavia mai avverato. In quel futuro remoto cancellato dal fato e dalle scelte più o meno consapevoli.
La dimensione del mondo onirico è da sempre parte di un accomunamento legato a fascino e mistero. Fin dai primordi inteso come elemento di contatto e comunicazione tra questa vita e l’oltre, oracolo ma anche strumento d’indagine interiore. “Noi siamo della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, e la nostra piccola vita è circondata da un sonno” esordisce l’introduzione con Shakespeare su questo “fenomeno enigmatico dell’umanità” analizzato da filosofi, mistici, artisti, antropologi e medici. Sabina Rellini, psicologa e psicoterapeuta, fa esattamente questo, ne indaga l’essenza in termini interdisciplinari.
SEVEN DEADLY SINS. SEVEN WAYS TO DIE.
Il sovrano d’Inghilterra, Enrico V, ha dei diritti da rivendicare: la corona di Francia. Non vuole capitolare davanti alle resistenze e alle facezie francesi e si industria per armare un esercito consono al successo e alla conquista. Nel corso dei preparativi affiora, nel fondo perduto della sua mente, il passato dell’adolescenza: quando passava ore a bere e a far bisbocce in compagnia di Falstaff, Pistola e Bardolfo, quando era ancora spoglio di doveri regali. Ma adesso il re è cambiato, è un modello da seguire, vive all’insegna dell’etica e della devozione.
Commenti recenti
1 ora 19 min fa
1 ora 29 min fa
1 ora 36 min fa
1 ora 46 min fa
2 ore 35 min fa
3 ore 3 sec fa
3 ore 12 sec fa
3 ore 40 min fa
4 ore 25 min fa
4 ore 31 min fa