“Un artista puro” è una deliziosa plaquette illustrata Via del Vento, pubblicata nel 1999 in tiratura limitata.
27 aprile 1912. “Che cosa farei adesso se non avessi l'arte? Come sarebbero terribili le ore incomprese – strappato brutalmente dai sogni eterni dove non c'è niente di brutto ma solo cose straordinarie, e sentirsi trascinato nella crudezza insensata cui manca tutto ciò che la può abbellire, che potrebbe anche essere la forza. Amo la vita. Amo penetrare nel profondo di tutti gli esseri viventi; ma detesto la coercizione che ostilmente mi incatena e vuol costringermi ad una vita che non è la mia, una vita piegata a basse finalità e all'utile, senza arte – senza Dio” (Schiele, “Diario dal carcere”, p. 10).
TARTARUGHE GEMELLE
Partono le prime inquadrature: una tartaruga si ritrova spaesata a girovagare, nella sua apparente fragilità, sull’asfalto di una città in movimento. Il cuore sobbalza ad ogni istante. I passi distratti degli umani la schivano miracolosamente e le lunghe ombre di morte che accompagnano le ruote delle automobili sembrano quasi volerla schiacciare. Il cuore sobbalza ancora, ad ogni istante. Non sa quale sorte il destino abbia scelto per la tartaruga, finché la mano delicata di una ragazza si avvicina a quel piccolo essere per riportarlo nel suo mondo naturale, l’acqua.
Viviamo in un mondo che sta crollando, una generazione afflitta che l’arte non è ancora riuscita a rappresentare, che io non sono riuscito a rappresentare. Io sono l’ultimo membro di questa generazione. Ma finirà… e l’Impero finirà con lei. E altrettanto farò io. Il massimo che potrei sperare è di essere l’ultimo uomo di un’era e il primo di quella successiva. Ma non lo sono. Sta arrivando una nuova epoca e sarà la tua.”
L’inadempienza di Gianfranco Franchi è il cospicuo risultato di un appassionato lavoro di edizione svolto dall’Autore, colla complicità di alcuni amici, nell’inverno del 2008.
"Flaming June" è una contaminazione, un tipo di contaminazione dove le muse ispiratrici di alcuni noti pittori diventano le protagoniste in e con sapevoli di racconti brevi, flash intimi, laceranti.
Maeba Sciutti osserva dipinti di Klimt, Leighton, Waterhouse, Hiroshige, Wesselmann, Modigliani, Mucha, De Lempicka e Schiele, osserva queste donne così diverse eppure simili a tante altre di ieri e di oggi. E da questa osservazione nascono dodici racconti, dodici incontri profondi, onirici, espressioni di moti e intensità che l’autrice ha sentito arrivarle dai dipinti e che, poi, sono diventati parole, accenni di storie.
ICH EWIGES KIND.
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