Il letterato veneto Luciano Troisio ha dedicato questo raro, formidabile volume a tre antiche rivali: le riviste strapaesane "Il Selvaggio" (più radicale) e "L'Italiano" (più moderata) e la rivista stracittadina d'avanguardia "900".
“Come si fa a essere così poco seri, alla tua età?” “La mia età? È un'età come un'altra” (Eppure preferirei averne un'altra. Per esempio venti anni. E una volta li avevo! Ma non lo sapevo. Al fronte ho avuto sempre per compagni d'arme ragazzi dai diciotto ai ventidue anni, e mi pareva una grande ingiustizia. Vagheggiavo un mondo che fosse come un gran tribunale, e sopra la testa del Presidente stesse scritto: 'L'età è uguale per tutti'. E che fosse vero, questa volta. Ma Annie Vivanti un giorno m'ha insegnato un segreto: 'Mettetevi davanti allo specchio, guardatevi, e dite forte: 'Pensare che ho dieci anni meno che tra dieci anni!'”) (Bontempelli, “La vita intensa”, pp. 12-13)
“Viaggi attraverso le cose”, singolare pubblicazione dell’editore pistoiese “Via del vento” che ha unito due racconti, il primo omonimo, il secondo “Avventure”, estrapolandoli da “Misteri e avventure”, raccolta poco nota o semplicemente dimenticata e da riscoprire, viste le premesse.
“Les chants de la mi mort”, il Cd della Stradivarius edito nel 1993, è probabilmente l’unica registrazione ancora in commercio che testimonia Alberto Savinio nelle vesti di compositore. Opera che perciò possiamo ben definire “rara”, non fosse altro che per reperirla presso i normali canali commerciali vuol dire proprio darsi un gran daffare. Come si suol dire: il gioco (l’impegno) vale la candela?
“Un solo augurio nell’alto destino di domani, essere assieme fratelli” (Prefazione, Savinio).
“In fondo il lavoro più naturale lo fanno coloro che passano per sfaccendati: i poeti e gli artisti. Non dividono la giornata in lavoro e riposo, perché lavorano sempre, anche quando hanno l'aria di non far niente. Ed è per questo che i frutti del loro lavoro durano più degli altri. È per questo che la Terra, girando solitaria nella notte del tempo, spande un leggero chiarore, come una palla sfregata con un poco di fosforo” (p. 187)
“Infanzia è una corruzione di Ninfanzia: periodo della vita che l’uomo consuma sotto l’autorità di Anzia, ninfa delle primizie. (Anzia da «ante», prima)” (pag.573). Come si annuncia in prefazione, questa è la storia di un uomo “nato” sotto il sole di Atene che vivrà la maggior parte dell’infanzia e dell’adolescenza in mezzo all’aristocrazia europea e, da gregario qual era inizialmente, arriverà a rifiutarne integralmente l’abnorme ipocrisia. Dalla nascita di Nivasio, come per ogni bambino nato in Grecia, ci si aspettava il grido benaugurale della civetta, l’uccello che preannunciava la dea Minerva, svegliata per l’occasione dal sonno eterno.
Ulisse secondo Savinio: ecco un dramma – eponimo – e un saggio d'accompagnamento, “La verità sull'ultimo viaggio”, nella solita, elegante edizione Adelphi, completa di cinque disegni di Giorgio De Chirico.
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