Altro che banditi incivili e incolti: i briganti che s'opposero alle truppe savoiarde erano patrioti ribelli, contadini esasperati dall'avidità e dallo sfruttamento dei latifondisti, cittadini delusi dalla mendace propaganda garibaldina. E quella che venne combattuta tra 1861 e 1870 fu la prima guerra civile italiana. Parola del padre dell'Antistoria degli italiani. Lo storico più coraggioso, spirituale e anticonformista del nostro secondo Novecento, l'etrusco Giordano Bruno Guerri, celebra con la disorientante onestà di sempre i 150 anni dell'Unità d'Italia pubblicando Il sangue del Sud.
Dedicato alla memoria di Ryszard Kapuscinski, probabilmente assieme a Tiziano Terzani il più grande reporter del ‘900, La terra del vello d’oro del polacco Wojciech Gorecki è un bellissimo reportage su un piccolo paese, la Georgia, che in tempi recenti è salito alla ribalta internazionale prima grazie alla pacifica rivoluzione delle rose del 2003 guidata dal carismatico Michail Saakashvili, poi, nell’agosto 2008, per la guerra dei cinque giorni con la Russia.
“'Omnia mea mecum fero': portarsi tutto, disfare la sera e rifare al mattino, è il rito nomadico che rende irreversibile il distacco da casa. Ma non puoi capirlo, se il viaggio dura un giorno solo” (Rumiz, “È Oriente”, p. 11)
Propongo una serie di domande fatte a Valerio Fiandra, curatore del blog a vanvera e del programma di libri "Fuori Testo" che va in onda su RVNET, una tv virtuale triestina.
Francesco Giubilei
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