Una raccolta di novelle nata per giustificare la disoccupazione di uno dei più spiazzanti, divertenti e intelligenti outsider della letteratura italiana: Angelo Zabaglio, scrittore, musicista e performer di Latina, classe 1979. “Lavorare stronca” è un libro scorrettissimo, crudo, coprolalico, intervallato da nonsense (“Il turno dell'accusa”), calembour (“Fossi fossa sarei biologica”), stravaganze e inattesi sprazzi lirici. L'esito delle vicende raccontate (“Ho semplicemente paura” è esemplare, in questo senso, almeno quanto “Il tempo perso”) è quasi sempre imprevisto, stralunato, sbracato.
PANE E POESIA A MONTEVERDE VECCHIO
Pane e un’infarinatura di poesia. Come in una fiaba di Roma perduta: come in un’illustrazione di Pinelli. Nelle vetrine dell’alimentari di Sandro Emiliozzi sono affissi i suoi versi. E non sono in vendita. Artista e panettiere, sforna satire ed elegie tutti i giorni. In romanesco purissimo. Sulla scia d’una grande tradizione, quella dei Belli, dei Trilussa, dei Zanazzo e dei...
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