Nel bel libro di Mordecai Richler La versione di Barney, penultimo della sua vita da scrittore, c'è una citazione di Samuel Johnson che al reverendo Thomas Wharton scrisse: "Il fatto è che la morte non ascolta le nostre suppliche, né tiene in alcun conto le scadenze dei mortali". E chi c'è di più mortale di Barney Panofsky, protagonista indiscusso del romanzo dello scrittore canadese originario di Montreal?
Ora quello stesso Barney è appena sbarcato sugli schermi cinematografici italiani interpretato da un irresistibile (e da Oscar) Paul Giamatti, vera colonna portante della pellicola diretta da Richard J. Lewis.
La copertina in perfetto stile Guanda, strilla che siamo di fronte ad un libro da non sottovalutare e snocciola grandi nomi spendendosi in prodighi parallelismi che iscrivono Auslander nell’ambito di quell’illuminata schiera di ebrei illustri, da Roth a Groucho Marx, passando per Woody Allen non senza trascurare Richler e la recente scoperta del Jacobson di Kalooki Nights, ch
Leggo questo romanzo e penso: tu hai già letto questo romanzo. Male. Come è possibile, mi chiedo? Eppure è possibilissimo. Alessandro Piperno ha trentacinque anni, vive e lavora a Roma, dove insegna letteratura francese all'università di Tor Vergata. (Questo è anche scritto sulla quarta di copertina). Con le peggiori intenzioni è il suo primo romanzo. (Anche questo è scritto dietro). Ma allora dove averlo già sentito? Aspetta, perchè Alessandro Piperno è anche ebreo - tombola! - e perdippiù è un ebreo scrittore. Non uno scrittore ebreo, non è la stessa cosa.
Esiste, probabilmente, un momento nella vita di ogni uomo deputato ad una contemplazione finalmente più serena del cammino della propria esistenza. Quanto più affascina e rapisce, in questo ultimo romanzo di Richler, è la possibilità che questo momento contemplativo possa essere tutt’altro che pacifico e spoglio di inquietudini. Si tende a ritenere che il trascorrere del tempo attutisca i sentimenti, suturi le ferite, assopisca le passioni. Si spera, forse, che sia così, desiderando sin dalle prime avvisaglie d’una stanchezza non più fisica, ma spirituale, che sia possibile, un giorno, liberarsi dal peso delle responsabilità originate da un’intera esistenza.
IL DILETTO DEL DIFETTO, o INCONTRO COL CREATORE DELLE STELLE.
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