“Notturni” è una raccolta che pesca a pieni mani tra umanità stravaganti nella loro diversità e che si trovano a raccontare nel silenzio uno stato malinconico insito nella personalità dell’uomo.
Raccolta di undici racconti di Renzo Rosso, pubblicata da Einaudi nel 1974, “Gli uomini chiari” è stato il quarto libro di narrativa dell'artista triestino. Nella bandella, Italo Calvino scriveva che “Con questo libro, confermando la serietà del cammino intrapreso negli altri suoi, egli si classifica come uno scrittore che non somiglia a nessuno: un'immaginazione sempre ad alta tensione, nutrita insieme di precisione intellettuale e di accanita immedesimazione nel vivere la storia naturale e la storia umana come offesa, dilaniamento, strazio”.
In uno dei più bei racconti dei “Sillabari”, “Amicizia”, Parise descrive un uomo che sembra somigliare molto all'archetipo del cantastorie, del moderno narratore: “Sapeva fare una cosa sola nella vita, cioè osservare nei particolari (sempre mutevoli) gli altri nove e il tempo, sperando e studiando il modo, senza che nessuno se ne accorgesse, che tutte queste cose fossero in armonia tra loro” (p. 31). Ecco – questo è quanto intendeva fare lo stesso artista vicentino, ideando quel leggendario lavoro quotidiano di poesia in prosa che sono “I sillabari”.
Benessere-Borghesia (26 settembre 1971), Obbedienza (18 settembre 1978) e Politica (16 ottobre 1978): tre racconti di Parise esclusi dall'artista nell'edizione in volume dei “Sillabari”: inspiegabilmente, e senza darne motivazione. La fonte, pure, è la stessa: la famosa rubrica del “Corriere della Sera”. Spiega il curatore di questa plaquette Via del Vento, Silvio Perrella: “In assenza di motivazioni esplicite dello scrittore, è possibile solo fare delle congetture, le quali spesso si rivelano arbitrarie. Qualcosa scatta però, se si collega la parola 'politica' alla data di pubblicazione del racconto, il 16 ottobre 1978. È l'anno del delitto Moro e il piombo è tragicamente emigrato fuori dalle tipografie” (p. 28).
Detroit. Detroit poteva essere un buon titolo italiano per il terzo libro di Michael Zadoorian, l'outsider esploso, post fertile passaparola, già all'altezza del suo fulminante esordio, “Second Hand”, e sopravvissuto con maturità (non solo con dignità) al secondo romanzo, “In viaggio contromano”. Stavolta il nostro junker preferito affronta il momento della vanità: la raccolta di racconti. Vanità e basta? Niente ciccia? Non del tutto. Diciamo che protagonista è Detroit, e protagonista è il coraggioso tentativo di un mezzofondista di misurarsi sulla distanza veloce.
Primo discepolo ed erede di Mircea Eliade, borgesiano e manganelliano artefice di nuovi mondi, assassinato a soli 41 anni in circostanze misteriose nei bagni dell'Università di Chicago, lo storico delle religioni Ioan Petru Culianu (1950–1991), è stato sin qua abbastanza trascurato dall'editoria nostrana; a restituire un principio di giustizia alla sua memoria è questo Rotolo diafano (Elliot, pp.
Quentin Tarantino deve amare molto Ambrose Bierce, perché a un secolo e mezzo di distanza sembra aver ereditato tre notevoli frammenti di dna dello scrittore e giornalista americano detto “Bitter”, ossia “L'Amaro”: la franca cattiveria, lo straripante humour nero, la grottesca violenza.
Per prima cosa, chi è Sait Faik? Perché dovremmo conoscerlo? Chi si interessa di letteratura turca sa che non è per niente facile trovare la traduzione italiana di suoi scritti (va già meglio in inglese e francese) e quindi rimane piacevolmente sorpreso dalla pubblicazione di questa raccolta di racconti, che rimane comunque di limitatissima distribuzione e reperibile principalmente sul web. Sait Faik in Turchia viene considerato il maestro del racconto, tanto che il premio nazionale che sceglie il miglior racconto dell'anno è a lui intitolato. Credo però che Faik possa essere un maestro non solo per i suoi compatrioti, ma anche per gli occidentali.
Raccolta di racconti interessante e molto godibile, “Tutti i figli di Dio danzano”, di Murakami Haruki, comprende sei racconti (tutti di una ventina di pagine) che hanno come sfondo comune il terremoto di Kobe del 1995 e che raccontano storie di amore, di amicizia, di coraggio, di sofferenza. L'autore di Dance Dance Dance e Tokyo Blues riesce a condensare, in poche pagine, alcuni dei suoi elementi ricorrenti – l'onirismo, l'amore per la musica, il mistero, l'amore improvviso e le emozioni che sanno dare i gesti minimi ma necessari.
“La morte viola (racconti 1901-1908)” è una rara e preziosa antologia di 27 racconti di Gustav Meyrink (1868-1932), artista gotico, ricercatore spirituale, universalmente apprezzato per “Il Golem” e “Il volto verde” (1916). I pezzi sono stati tratti da “Des deutschen Spiessers Wunderhorn. Gesammelte Novellen”, originariamente edito da Langen a Monaco nel 1913, completo dei racconti apparsi sulla rivista “Simplicissimus” e di vari inediti.
Raccolta di dodici racconti, originariamente apparsi per Mondadori nel 1950, ambientati tendenzialmente tra la Nofi (Nocera Inferiore) e i vicoli di Napoli tanto cari all'artista, “Gesù fate luce” è un quaderno di prose caratterizzato da una scrittura carica, spumeggiante e ludica, innervata da uno spirito popolano e popolare irriducibile, facile preda di adattamenti teatrali per sketch o piccoli sceneggiati fondati sulla segreta (manco troppo, non sempre) essenza di Napoli, e sull'incredibile capacità campana di sopportare e rovesciare la miseria, le sofferenze e le sfortune. A distanza di sessant'anni, lo stile di Rea è decisamente e incredibilmente fresco, vivace e solare.
“Nei primi anni scrissi solo racconti brevi, che furono pubblicati in due volumetti usciti nel '42, La visita e Alla periferia. Il mio primo racconto lungo è del '46: s'intitola Baba e s'ispira alle vicende della guerra partigiana, a cui avevo preso parte in Toscana. Il mio primo romanzo è del '52: Fausto e Anna. In seguito ho alternato le due misure del romanzo e del racconto lungo, mentre non ho più ripreso a scrivere racconti brevi. Nel '59 Einaudi ha raccolto in un unico volume tutti i miei racconti lunghi. La raccolta è stata intitolata Il taglio del bosco” (Cassola si presenta nella bandella della “Visita”, 1962).
Roberto Morpurgo è un autore che non si piega a logiche commerciali. Fa letteratura, e credo ne sia consapevole, perché si dedica ad arti elitarie ma fondamentali come la poesia, l’aforisma, il racconto arricchito da citazioni colte e la saggistica filosofica. El Djablo è la sua ultima opera, uscita per un marchio editoriale per me ignoto, ma che confeziona i libri come una volta, senza badare all’impatto sul pubblico confezionando copertine vivaci, intriganti e piene di colori. Il curatore del testo è l’italianista Ivano Mugnaini, nome noto ai lettori di molte riviste letterarie che da anni frequenta con buon successo.
Massimo Maugeri, letterato catanese classe '68, ideatore e curatore del popolare blog letterario “Letteratitudine”, è l'anima di questa divertente e appassionante antologia di racconti dedicati a Roma: ciascuno dedicato a una strada, o a un quartiere. Maugeri ha assemblato con nonchalance nomi noti e meno noti delle patrie lettere; c'è qualche esordiente e c'è qualcuno destinato alla storia della letteratura italiana, come Tuena, come Di Consoli, come Mario Desiati; qualche mestierante e qualche outsider (anche improbabile). L'impatto si rivela effervescente e spiazzante; la lettura dell'opera è di discreto fascino (dipende dagli argomenti, dalle storie...) e di grande immediatezza, con poche eccezioni.
Una raccolta di novelle nata per giustificare la disoccupazione di uno dei più spiazzanti, divertenti e intelligenti outsider della letteratura italiana: Angelo Zabaglio, scrittore, musicista e performer di Latina, classe 1979. “Lavorare stronca” è un libro scorrettissimo, crudo, coprolalico, intervallato da nonsense (“Il turno dell'accusa”), calembour (“Fossi fossa sarei biologica”), stravaganze e inattesi sprazzi lirici. L'esito delle vicende raccontate (“Ho semplicemente paura” è esemplare, in questo senso, almeno quanto “Il tempo perso”) è quasi sempre imprevisto, stralunato, sbracato.
Commenti recenti
7 ore 40 min fa
8 ore 56 min fa
10 ore 19 min fa
10 ore 20 min fa
10 ore 25 min fa
10 ore 25 min fa
10 ore 29 min fa
10 ore 30 min fa
10 ore 37 min fa
12 ore 30 min fa