L’amore, sotto svariate forme e in diverse voci, è il fil rouge di questa raccolta di Tahar Ben Jelloun. Ventuno racconti in cui lo scrittore marocchino, ma francese d’adozione, descrive soprattutto il rapporto tra uomini e donne nella cultura e nel mondo arabo. Alcuni racconti si dispiegano come fiabe, possiedono la stessa levità e lo stesso spietato candore. Raccontare alcune brutture con tale morbidezza non è semplice, ma è una morbidezza da cui traspare, evidente, l’amarezza di chi conosce e ri-conosce la durezza di alcune tradizioni, la brutalità di alcuni atteggiamenti che la civiltà islamica contempla e considera normali.
“Eppure la Sicilia rimane bellissima. Non conosco nessun altro luogo che riesca non tanta naturalezza a fingersi mito; nessuno che in pochi emblemi significativi riassuma la vicenda commovente dell'uomo e ne incarni visibilmente i moti più vari, sacri e profani: l'ansia di felicità, l'ebbrezza e la miseria dei sensi, il desiderio, il rimpianto, il disamore, l'amore... Una femmina è la Sicilia e chi vi è nato la sente come un doppio di sé, una pelle senza la quale si sentirebbe scuoiato e nudo” (Bufalino, “La terra degli eccessi”, incluso ne “Il fiele ibleo”).
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Conrad F. Mayer, grande scrittore svizzero dell'Ottocento, praticamente ignorato in Italia, perlomeno negli ultimi decenni, è sicuramente una delle figure più fulgide della letteratura in lingua tedesca del suo secolo. La produzione assai vasta ci consente comunque di soffermarci con facilità, o non troppa difficoltà sulle sue opere maggiori, parlo delle lunghe novelle degli ultimi anni, Angela Borgia, e sopratutto: La tentazione del Marchese di Pescara, raccolte dalla Utet negli anni Sessanta.
Osannato dalla critica come una delle ennesime future promesse, se non già certezza, della narativa statunitense, Wells Tower dà alla luce "Tutto bruciato, tutto devastato", una raccolta di racconti (in parte già pubblicati, seppur in una differente versione, sulle principali riviste di letteratura d'oltreoceano) che si inserisce nel solco della strada tracciata da maestri come Ernest Hemingway, Raymond Carver, John Cheever, Breece D'J Pancake e da scrittori più recenti come Thom Jones , senza dimenticare Sam Shepard e il sommo maestro del racconto Anton Checov.
“Mitologia del tempo che cambia” è la spiazzante, grottesca, politicamente scorretta raccolta di racconti del narratore bulgaro Alek Popov, classe 1966. Si tratta di pezzi scritti tra 1990 e 2007. Spiega Giuseppe Dell'Agata, curatore di questa edizione: “La scelta degli undici racconti che qui proponiamo è stata discussa attentamente e concordata con l'autore. I temi centrali del discorso letterario in Bulgaria […] riguardano l'essenza e l'effettiva opposizione tra una letteratura prima e dopo il cataclisma sociopolitico del 1989. Per Alek Popov,[...] lo scrittore del dopo 1989 è spinto a scrivere da una propria intima necessità e non deve pensare di farsi interprete di esigenze o aspirazioni collettive” (pp. 150).
"Durante un trasloco infatti si perde, man mano nei giorni, sia la vanità che la credulità sull'esistenza degli oggetti. Chiunque crede nell'esistenza degli oggetti si facesse un trasloco e vedrà con evidenza che non è possibile che esistano tante cose nel posto dove vive. Come quando in casa penetra un raggio di sole, e nel pulviscolo si vedono tante di quelle parti volanti che ci si chiede come si faccia di solito a respirare in mezzo a tutta quella roba, così durante un trasloco ci si rende conto che non esiste illusione più evidente dell'esistenza degli oggetti" (Morelli, "Il trasloco", p. 11).
Un piccolo libro e due racconti: “Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra” e “Lo scrittore automatico”. Entrambi hanno a che fare, seppur in maniera bizzarra, con il mondo dei libri. Entrambi divertenti ed ironici, leggeri e leggibilissimi, anche dai più giovani. Roald Dahl, d’altro canto, è noto soprattutto come scrittore di narrativa per ragazzi. A lui si devono piccoli, geniali capolavori come “La fabbrica di cioccolato”, “Fantastic Mr Fox”, “Matilde” e tanti altri romanzi per l’infanzia.
“Restammo sulle rive della Mosella per dodici deliziosi giorni e poi, con gran dispiacere, sgomberammo. Ma avevamo imparato tutti una cosa: se i comuni soldati di qualsiasi esercito potessero riunirsi sulla riva di un fiume e discutere le cose con calma, nessuna guerra durerebbe più di una settimana” (William March, “Compagnia K”, frammento del soldato semplice Plez Yancey, p. 92).
Howard Phillips Lovecraft meritava una pubblicazione enciclopedica come questa, curata per Newton Compton da due esperti della materia come Gianni Pilo e Sebastiano Fusco. In passato erano usciti molti racconti in collane da edicola a prezzi popolari, ma adesso salutiamo con piacere un’edizione definitiva che comprende tutte le storie dell’orrore puro, il Ciclo di Cthulhu, i racconti onirici e fantastici e diversi saggi inediti. Una vera manna per gli appassionati.
Introduce il letterato Francesco Cappellini, curatore dell'elegante plaquette Via del Vento: “Nel 1985 esce negli Stati Uniti 'Along with youth – Hemingway: the early years', di Peter Griffin. Nel raccogliere il materiale per la sua biografia Griffin si era imbattuto in cinque storie brevi scritte da Hemingway tra il 1919 e il 1921 e mai pubblicate prima; decide quindi di inserirle nel suo ricco saggio biografico. Il presente volumetto raccoglie due di questi cinque racconti” (p. 27). Tutto chiaro? Fantastico.
COMPRO ORO. PAGO IN CONTANTI. Di solito gialla in campo blu, la scritta dalla grafica un po’ distratta, sui cartelli pubblicitari o le insegne di negozi che abbiamo visto moltiplicarsi negli ultimi anni, porta il pensiero a vicende di guerra, monte di pietà, bisogni primari e, soprattutto, necessità di denaro subito. Ancora, porta alla mente un legame strappato, un oggetto caro tradito per forza di necessità, e di fame.
Immaginate un antico palazzo ed uno studio con mobili antichi ed una finestra dietro lo scrittoio che illumina di fioca luce il tavolo. Immaginatelo di notte con una luce lunare che penetra dai vetri, e forse sentirete in quale contesto è nata quest'opera. Pensate ad una musica che risuona e che questa musica sia un notturno di Chopin, vedrete ancora meglio.
Com'era lo Stefano D'Arrigo (1919-1992) giovane, trent'anni prima della pubblicazione dell'impressionante Horcynus Orca (1975)? L'elegante plaquette Il licantropo e altre prose inedite (Via del Vento, 36 pp., euro 4,00), curata da Siriana Sgavicchia, rivela i primi passi di un artista poco più che ventenne, fresco di laurea in Lettere, anticipando per bene la pubblicazione dell'Opera Omnia, a cura di Walter Pedullà, in uscita per Rizzoli.
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