Scrive Pier Paolo Di Mino sulla riproposizione a fumetti del capolavoro di Bulgakov Il Maestro e Margherita (la recensione intera la potete leggere, ovvio, sulle colonne del Paradiso) E forse il segreto dell’obsolescenza della nostra letteratura, e in particolare dell’obsolescenza assoluta di quella italiana, è proprio in questa modestia da ragionieri del medio termine (da serve a fare i conti), con l’attenzione alla notizia, al reale, con le fiere annuali della rinascita del realismo e il suo superamento nell’intimismo (genere, e questo è l’aspetto che francamente mi ha sempre più divertito, frequentato da scrittori sufficientemente giovani per scrivere male di una vita in cui ancora non è successo nulla): l’apoteosi, è vero inevitabi
Quando Primo Levi scrisse la poesia che costituisce il prologo a “Se questo è un uomo” scelse di intelaiarla secondo lo schema dello Shemà: la preghiera fondamentale nella liturgia ebraica che costituisce la affermazione della fede nel Dio unico.
“Meditate che questo è stato
Vi comando queste parole
Scolpitele nel vostro cuore”.
TRAMA: Nella primavera del 1945 nel padiglione di un deposito del campo di concentramento di Lublino-Maidanek ormai liberato, il capitano Reinhard, aguzzino del lager, è minacciato dello spirito di vendetta che anima un giovane sopravvissuto allo sterminio. Elga Firsch una famosa attrice ebrea, prima di lasciare per sempre quel teatro di atroci efferatezze cerca un risarcimento nella prova della colpevolezza di Dio.
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