La mostra “La famiglia de Chirico. I geni della pittura” (24 giugno – 24 settembre 2006) in quel del Museo Michetti di Francavilla al Mare dedicato, come intuibile, alle opere di Giorgio de Chirico, Alberto Savinio e Ruggero Savinio, rappresenta la genesi di questo volume edito da Skira, tra catalogo e raccolta di brevi saggi.
“Il ratto delle Sabine”, un dipinto del Tintoretto. Sulla copertina de “La lunga attesa dell'angelo” c'è proprio un dettaglio di questo quadro. Non avevo mai letto la Mazzucco ed il titolo del libro, che pure è tratto da un verso della Plath, non mi ha intrigata. Però lei, quella donna dipinta col panneggio rosso che le avvolge i fianchi hanno afferrato sguardo e curiosità. Ho sbirciato la quarta di copertina ed ho trovato riferimenti al grande pittore veneziano: amo le vite tradotte in romanzo. L'ho comprato.
Mario Nannini, coetaneo del grande Ottone Rosai, visse soltanto ventitre anni, fu un irregolare del Futurismo e morì di spagnola sul più bello, quando il suo sogno di dare vita a un movimento futurista pistoiese stava forse per realizzarsi: “e s'immagina a quali conseguenze avrebbe saputo arrivare”, come scrive Parronchi. Forse perché il suo sguardo “sapeva estrarre dal mare delle soprastrutture lo spirito che animava le forme nuove”.
Serge Gainsbourg è stato un artista anticonformista, anarchico, dissacrante, scandaloso, cantante ahimè troppo spesso ricordato (almeno in Italia) solo per “Je t’aime…moi non plus” con l’interpretazione sensuale della sua futura moglie Jane Birkin, amante, poeta, pittore, regista (e protagonista) di un film come “Charlotte Forever” del 1986 che fece scandalo per il rapporto incestuoso con la figlia Charlotte (diventata come si sa anch’ella cantante e attrice di successo).
Una straordinaria e famosa pittrice messicana: Frida Kahlo. Una scrittrice ed esperta d'arte ecuadoriana: Olivia Casares. Una traduttrice ed ispanista napoletana (condirettore della rivista “Latinoamerica”): Alessandra Riccio. Una illustratrice di talento: Mariella Biglino. Un poker di donne alla quale si aggiunge, almeno nel caso specifico, un'altra donna, la sottoscritta, che legge “Memoria in chiaroscuro. Diario apocrifo di Frida Kahlo”, edito dalla Iacobelli, casa editrice romana grazie alla quale possiamo leggere, per la prima volta in traduzione italiana, un libro di Olivia Casares.
[seconda parte dell'intervista a Tommaso Pincio. La prima si può recuperare consultando questa pagina. Buona lettura]
“Un grido si avvicina, attraversando il cielo. E’ già successo prima, però niente di paragonabile ad esso” così si apre “L’arcobaleno della gravità” di Thomas Pynchon e così è stato per me scoprire Tommaso Pincio. Un’emozione indescrivibile, una gioia pura, un invito a continuare a scrivere, a leggere, a vivere. Sfidando la mia naturale ritrosia ai contatti con gli scrittori e alle interviste e sfidando la solitudine di Tommaso, è uscita questa intervista che spero offra spunti interessanti a tutti voi.
“Colui che sviluppa il bello dall'interno e non dalla bellezza esteriore, dovrebbe tremare interiormente per la sua molteplicità e cercare di superare la propria inadeguatezza e inettitudine solo attraverso un duro esercizio. Egli vedrà sempre nuove forme che gli tratterranno con briglie di ferro la mano nella sua estasi” (Kirchner, “Per vie incognite”, pp. 3-4).
Conrad F. Mayer, grande scrittore svizzero dell'Ottocento, praticamente ignorato in Italia, perlomeno negli ultimi decenni, è sicuramente una delle figure più fulgide della letteratura in lingua tedesca del suo secolo. La produzione assai vasta ci consente comunque di soffermarci con facilità, o non troppa difficoltà sulle sue opere maggiori, parlo delle lunghe novelle degli ultimi anni, Angela Borgia, e sopratutto: La tentazione del Marchese di Pescara, raccolte dalla Utet negli anni Sessanta.
Edgar Degas è il pittore impressionista noto per aver catturato nelle sue tele la femminilità attraverso la sensualità delle ballerine. Artista complesso e profondo, innamorato della letteratura e della poesia, nella sua vita pittorica non ha rinunciato alla riflessione appassionata sul senso del tempo e soprattutto all’indagine del rapporto imprescindibile con la poetica dell’istante, come la sua più significativa rappresentazione.
“In data 18 marzo 2003, non è ancora stato avviato alcun processo per giudicare il genocidio khmer rosso. Quasi due milioni di persone hanno perso la vita in tre anni, otto mesi e venti giorni d’inferno che il paese ha attraversato tra il 1975 e il 1979” (pag. 186).
Quel nome inciso nell’intimità
Nell’opera pittorica di Giorgio Morandi l’incisione occupa un posto di rilievo. Anche se per il grande pittore bolognese l’arte dell’incisione sia stata una tappa fondamentale nella sua carriera, è da diverso tempo che intorno a questa è calata una strana forma di oblio.
Dal 5 aprile al 2 giugno è aperta al pubblico a Palazzo dei Diamanti da Ferrara una mostra che rilegge l’opera grafica dell’artista bolognese nella semplicità della sua grandezza.
Commenti recenti
28 min 25 sec fa
1 ora 19 min fa
2 ore 13 min fa
2 ore 39 min fa
2 ore 41 min fa
3 ore 26 min fa
4 ore 6 min fa
4 ore 9 min fa
4 ore 13 min fa
4 ore 14 min fa