“L’idea,a tratti, / che conti quello che / è già stato, il resto / dei tempi, l’ordine / più apparente che…/ il risultato: /arrendersi alle cose /come sono /al loro inerte moto, per / reggerne e coprirne, / almeno il vuoto” (pp. 79-80, “Piccola colazione”)
“Se guarisco…io/ riattraverso il già fatto / e il già veduto / l’incommensurabile / che ho conosciuto” (p. 47, “La gioia e il lutto”)
“e guardo lassù in alto… / ma forse anche il cielo / è fatto stanze / e non si può abitarne / più di una” (p. 64, “Le stanze del cielo”)
SEI POEMETTI PER DISTRARRE LA VITA CON UNA “PICCOLA COLAZIONE”
“La moneta incassata nella lava
brilla anch’essa sul tavolo e trattiene
pochi fogli. La vita che sembrava
vasta è più breve del tuo fazzoletto”
Montale, “Le Occasioni”.
“Il bagno è stretto / con uno specchio / ad armadietto / e il lavandino sul bidè. / E, tra la vasca e / la finestra, la lavatrice e una scarpiera” (p. 47)
“Libri a terra sparsi / e pile di quaderni / dietro la tenda / contro il muro” (p. 59)
“La libreria / ingombra lo stanzino / e, contro la finestra, / forma una nicchia / per metà nascosta” (p. 61)
“L’ingresso è un lungo/ scatolone” (p. 73)
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