Storia di un’adolescenza atipica, vissuta nel rifiuto di qualsiasi omologazione e nell’inseguimento di un sogno totalizzante: questa la vicenda di Lidia, ragazzina torinese degli anni Settanta.
Lidia vive a Stupinigi, in una scuderia della Palazzina di caccia dei Savoia. La sua famiglia è modesta, il padre fa l’operaio alla Fiat, la madre è verduraia al mercato. Possiedono un cavallo, Pino, che diverrà per molti anni fedele compagno e confidente della ragazza.
Lidia è intelligente, ma i suoi studi non potranno proseguire, per ragioni economiche, oltre la terza media, andrà così ad aiutare la madre nel suo commercio.
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