“Il paese era un'esistenza agra da affrontare: i campi di patate pustolosi, tra il rubecchio di fuoco fatuo, scorbutico e scornato e un verde vaiolo, folti come un campo di spade seminate, vibranti alla tosse dell'aria, o gli alberi di noce come candele piantate in tante file, pieni e lunghi, a ceppo duro e mordente, definitivamente insediati tra le felci; la chiesa di pietra grigio tozzo, cavallino, bassotta e la campana slargata come una donna partoriente, che segnava le domeniche identiche alle prediche del parroco; la gente con i volti usurati, quasi che gli zigomi si deteriorassero tanto gli occhi altrui se li mangiano. Occhi di spine.
Cosa significa voler formare un super-redattore? Che senso ha investire nella formazione editoriale? Perché preferire il Master per “Redattori Editoriali” dell’Università di Urbino Carlo Bo ai corsi di formazione e perfezionamento proposti dalle case editrici e dai privati? A queste domande risponderà Gianni Severino, classe 1977, docente di Sociologia dei Processi Culturali e coordinatore didattico del prestigioso Master urbinate (www.centroeditoria.it/).
Romanzo del degrado: della provincia italiana, della qualità della vita, della fragilità delle relazioni e dei legami. Romanzo della morte: dell’innocenza, dell’ingenuità. Infine, romanzo della violenza: la violenza dei sentimenti imposti, dei sentimenti non corrisposti, della menzogna.
Opera prima di Valerio Lucarelli, narratore napoletano classe 1969, “Buio Rivoluzione” (Pequod, 2006) è un romanzo di genere caratterizzato da interessanti analisi sulle dinamiche di interazione e opposizione tra Stato e movimenti eversivi o rivoluzionari di estrema sinistra: lo spettro d’un plausibile ritorno all’azione violenta da parte di movimenti non allineati e non riconducibili a nessun partito anima e infesta la narrazione.
UN CASO (CHE SIA UN CASO)
…altrimenti inspiegabile: opera prima d’un romanziere nato e morto con questo libro, ripetitivo e noioso e piuttosto prevedibile dopo neppure trenta pagine, ristampato a distanza di poco più di trenta anni in onore alla creazione – artificiosa o meno poco importa, se non ad una minoranza che si bea d’onanismi intellettuali di questo genere – d’un caso-Virgili.
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