Leonardo Sciascia scriveva in Cruciverba che è impensabile si possa concepire un libro che non sia ben costruito. E anche dal romanzo che sembra avere tutte le carte in regola per essere il caso del momento, Dove eravate tutti (2011) del certo talentuoso Paolo Di Paolo, con facile profezia opera destinata a numerosi riconoscimenti, si riceve subito l'inequivocabile sensazione del libro ben assemblato, del congegno ben lubrificato. Epperò, è proprio quella scorza di prodotto ben fatto a renderlo, infine, indigesto, per certi versi irritante. Continuando sulla falsariga della metafora sciasciana, è la sua abitabilità prefabbricata a rivelarne tutta la inautenticità.
Un io che cerca di costruirsi; una professoressa di liceo, D., scomparsa troppo presto; e una scrittrice, Lalla Romano, che oggi avrebbe cent’anni e che nelle pagine di Come un’isola diventa punto di partenza di un viaggio a ritroso nel tempo e nei libri fra pagine, cappelli, castelli e magnolie.
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