Pirandello sosteneva che «siamo i primi nove anni della nostra vita». Amélie Nothomb, con questo singolare suo racconto autobiografico, accorcia il tempo decisivo che imprime l'indelebile effigie al nostro essere ai primi soli tre anni di vita. Nel ridiscendere alle scaturigini della propria identità, la scrittrice compone un eccentrico Bildungsroman, tutto imperniato sul rapporto fondamentale tra realtà fisica e linguaggio, cose e possibilità di nominarle. L'edificazione del reale diventa possibile solo attraverso la parola: un buttar fuori che produce realtà solo e in quanto riesce a nominarla, in qualche modo a definirla.
I dialoghi sono senza dubbio il punto forte di “Mercurio”. Un testo che per la sua enfasi e la sua natura potrebbe facilmente essere rappresentato in teatro. La Nothomb, però, in questo libro risulta essere meno avvincente del solito. Nella seconda parte appare addirittura un po’ sbrigativa, vagamente superficiale, come se avesse avuto fretta di concludere la storia, di trovare un epilogo. E, probabilmente, per convincersi e convincerci della sua buona fede, di epiloghi ne ha scritti ben due. A mio avviso entrambi insoddisfacenti.
Mercurio, oltre che essere un noto elemento chimico, è anche il nome del messaggero degli dèi, protettore dei viaggiatori, della comunicazione, dei ladri e dei truffatori.
Strenna Voland: in elegante edizione cartonata, ecco, per festeggiare il Natale 2008, due novelle della Nothomb: “L'entrata di Cristo a Bruxelles” e “Senza nome”, pubblicate originariamente su “Elle”, in Francia, rispettivamente nel 2004 e nel 2001. Piacevole sorpresa davvero per tutti gli aficionado della scrittrice belga.
Appunti di lettura di ‘Igiene dell’assassino’ di Amélie Nothomb
‘Igiene dell’assassino’ è il primo libro della Nothomb che leggo.
E, complice le vacanze, l’ho finito in due giorni. Non tanto per la semplicità, tutt’altro ma per la ‘forza risucchio ‘.
E’ una trama semplice, quella a cui si avvicina il lettore eppure cela imbrogli a ogni capitolo, mostra dettagli nuovi, giochi di parole e simbolismi potenti quanto contorti.
Secondo libro della scrittrice australiana Danielle Wood – il primo, “The Alphabet of Light and Dark”, aveva conquistato il Vogel Literary Award come miglior esordio narrativo in Australia, nel 2002 – “Le dodici perle di saggezza di Rosie Little” è il primo ad apparire in Italia, per merito di Alet.
EUREKAZIONI CHE SI SURRETTIZIANO
“Antichrista” è un romanzo breve concentrato fondamentalmente sulla grazia, sulla frustrazione e sugli estremismi del periodo più contraddittorio ed estremo della vita d’un essere umano, l’adolescenza. Amélie Nothomb dà vita a due personaggi dalla psicologia pericolosamente antitetica: Blanche e Christa.
NOMEN OMEN
“Quello che Plectrude viveva alla scuola dell’Opéra si chiamava ebbrezza: un’estasi nutrita da un’enorme dose di oblio. Oblio delle privazioni, della sofferenza fisica, del pericolo, della paura. Procurandosi queste amnesie volontarie, poteva buttarsi nella danza e scoprirvi la folle illusione, la trance di librarsi in volo” (p. 112)
IO. UN ALTRO
“Ma sappia che è terribile scoprire la nullità di Dio da una parte e l’onnipotenza del nemico interiore dall’altra. Uno crede di avere sopra la testa un tiranno benevolo, e si rende conto di vivere sotto il giogo di un tiranno malvagio che si annida nelle viscere” (p. 24)
INIZIAZIONE AZIENDALE (o D’UNA BELGA IN GIAPPONE)
«I giorni trascorrevano e io continuavo a non servire a niente. La cosa non mi disturbava più di tanto. Avevo l’impressione di essere stata dimenticata, cosa non del tutto sgradevole. Seduta al mio tavolo, leggevo e rileggevo i documenti che Fubuki mi aveva messo a disposizione. Erano prodigiosamente privi di interesse (…)»
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