Quando fondammo la prima rivista letteraria dell’Università degli Studi Roma III non avevo nemmeno vent’anni. “Ouverture” nasceva libera e indipendente, figlia della passione incandescente di un piccolo gruppo di studenti del primo e del secondo anno, per disordinate e irregolari riunioni in un chiosco polveroso, a pochi passi dalla vecchia sede di Piazza Esedra. Si ritrovò apprezzata e finanziata dalla facoltà di Lettere, risolvendo l’odiosa questione della sottoscrizione degli studenti e dei docenti. Qualche anno dopo, una prima scissione redazionale diede vita a una seconda rivista, “Der Wunderwagen”, nata e rimasta indipendente: gemellata con “Lighea” di Trieste, animata da Karlsen e dagli Ammutinati.
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