“È inutile fingere: senza libri da glossare, varianti da confrontare, lemmi da classificare, il mio ingegno è proprio spuntato. Mi ritrovo a seguire tracce vane e profane, e rischio perfino di perdere il rispetto del mio segugio che guaisce tutto umiliato in mezzo a questo grigio creato. Se natura doveva essere, par dire, perché in questo sfacelo, e non in folti boschi e verdi praterie?” (“Filologia alla deriva”, p. 45)
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