“Penso a ciò che la vita ci chiede e ci dà, e mi vengono in mente gli obiettivi. L’amore, l’amicizia, l’ambizione, la riproduzione, la vita sociale e professionale, i sorrisi e le uscite notturne e diurne, gli interessi e l’arte, le passioni, le emozioni, i titoli e i profitti, gli affetti e gli abbracci e i dolori; e io di tutto ciò non voglio più nulla, voglio l’assoluta libertà di rifiutare tutto e di non combattere per ottenere tutto ciò, voglio l’onore delle armi per obiezione di coscienza alla vita. Voglio il diritto al patetismo: alla sconfitta e alla rinuncia, alla debolezza e al crollo” (pag. 15)
“La vita, nel suo senso migliore, è fiducia nell'utilità e possibilità del nostro parteciparvi, in quanto ravvisiamo le condizioni per cui la nostra presenza quaggiù può essere attiva e benefica; venendo meno quelle condizioni, spegnendosi quella fiducia, la vita individuale si riduce a mera esistenza organica” (Morselli, “Capitolo breve sul suicidio”, p. 13).
“Se questo è l'inferno, questo è il luogo della mia eternità; è la forma di durata che mi sono scelto, o che mi ha scelto; dunque sono un apprendista di me stesso. Non ho il sentimento, che dovrebbe essere connaturato all'inferno, di una definitiva sconfitta; sconfitta che, per esser totale, consentirebbe una sorta di maligna pace. Quel che significhi non so: ma non ho la sensazione di esser stato sconfitto, e oscuramente sospetto che da questa mia convinzione potrà derivare una qualche specifica angoscia, ma anche una letizia mescolata a disperazione, sentimenti che per la loro acredine mi erano da tempo ignoti” (pp. 10-11).
L’inadempienza di Gianfranco Franchi è il cospicuo risultato di un appassionato lavoro di edizione svolto dall’Autore, colla complicità di alcuni amici, nell’inverno del 2008.
Incontriamo Massimo Maugeri, scrittore catanese autore de “Identità distorte”, anima del blog letterario “Letteratitudine” dal 2006.
Eventi hanno cambiato la storia dell’uomo, filosofi quella del pensiero, musicisti, pittori, scultori e scrittori quella dell’arte. Milioni di uomini in guerra hanno segnato il passato, singoli uomini hanno fatto altrettanto davanti ad un tavolino con carta, penna e genio.
“Pallide luci dell’alba. L’alba di mezzi neon.
Questo romanzo, che Bulgakov compose in un periodo che va dal 1928 alla sua morte, fu pubblicato per la prima volta solamente nel 1966-67, sulla rivista Moskva, in un’edizione decurtata di settanta pagine dalla censura.
Un annoiato re di quarantacinque anni in uno Stato imperfetto; un annoiato re soffocato dalla burocrazia e dalla richiesta dedizione alla causa, causa che non condivide e tuttavia, almeno, tollera; un individuo costretto a giocare un ruolo che non ama e che, almeno, accetta, perché prima o poi dovrà presentarsi l’occasione di un’evasione dalla realtà e dalla propria identità. 1889, primi passi di un regno che non tarderà a trasformarsi in Repubblica per le inadempienze e l’inadeguatezza della famiglia regnante e per la spontanea vocazione del popolo alla democrazia.
“Incontro col comunista” è un romanzo breve composto tra il 1947 ed il 1948. La prima edizione, postuma, risale al 1980. La narrazione è strutturata in due sezioni, suddivise in brevi paragrafi, ed è di stampo diaristico. Il soggetto fu un parte ripreso e riadattato nell’opera teatrale “L’amante di Ilaria”, a cui Morselli lavorò dal 1949 al 1956, e sarà l’idea fondante del successivo romanzo “Il comunista”.
DELL’AMORE, DELLA MORTE, DELL’ARTE E DELLA GUERRA.
NOVECENTO: UMANA TRAGEDIA
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