Eterei ed evanescenti, i Mercury Rev entrano nella seconda fase della loro produzione artistica con il loro quarto album, “Deserter’s Songs”: le canzoni del disertore. Se di diserzione si parla, si tratta di quella dell’autentico sperimentalismo e del radicalismo incarnato nei primi due album, il masterpiece “Yerself Is Steam” e il suo degno epigono “Boces”. Non si può affermare che non rimangano tracce della splendida psichedelia e delle distorsioni caratteristiche della prima fase dell’attività della band: certo è che, sin da questo album, la virata-pop è piuttosto nitida, la ricerca della melodia più esasperata, le acrobazie baroccheggianti non estranee alle sonorità del gruppo.
“(…) sun lit walks, I feel no harm, my primitive words match my primitive heart / it's not as easy as it may seem, remember that yourself is steam”.(Mercury Rev, “Chasing A Bee”).
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