"Vorrei poter soffocare
nella stretta delle tue braccia
nell'amore ardente del tuo corpo
sul tuo volto, sulle tue membra struggenti
nel deliquio dei tuoi occhi profondi
perduti nel mio amore,
quest'acredine arida
che mi tormenta. " (Cesare Pavese)
Un bosco congelato nel “mauve”, un sofa dalle linee appena accennate, nuvole di bianco in un cielo grigio, passi lenti sull’erba notturna alla ricerca di suoni sopiti nella memoria. Grilli. Sì, grilli, quelli che dalle mie parti si deve godere di una particolare fortuna per ascoltarne il canto. Aprire un disco per essere immersi in un concerto d’amore del pianeta degli insetti è già un atto d’intima sfida, ed intitolarne il brano “Miles Davis”, il trombettista che amò esplorare i confini estremi delle sonorità jazz, è solo una conferma del guanto di sfida gettato dal giovane gruppo.
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