C’è una capacità che andrebbe sempre riconosciuta al cinema francese, o meglio, all’industria cinematografica francese. Quella di costituire l’unica vera opposizione, l’unico tentativo di resistenza a quella imperante proveniente dall’America. Andrebbe riconosciuta la sua capacità di proporre un’offerta cinematografica a trecentosessanta gradi, che fugge quasi sempre all’appiattimento del cinema di genere, come è invece avvenuto in Italia dopo la fertile stagione neorealista.
ADIEU, MATHIEU?
Premessa doverosa: questo film è giunto con un colpevolissimo ritardo nel nostro paese, e – grave direi – è arrivato sui nostri schermi soltanto per via della probabile candidatura all'Oscar. Questo dovrebbe indurre ad una severa riflessione sia il pubblico che le case di distribuzione.
Commenti recenti
2 ore 58 min fa
3 ore 49 min fa
3 ore 53 min fa
4 ore 2 min fa
4 ore 12 min fa
4 ore 12 min fa
6 ore 3 min fa
8 ore 19 min fa
8 ore 29 min fa
8 ore 36 min fa