Primo romanzo del padovano Matteo Strukul, “La ballata di Mila” [e/o, 2011] è una divertente trasfigurazione pop del drammatico scontro in atto tra malavita autoctona e malavita cinese, nel Nordest, una tarantiniana vicenda di femminina vendetta e un buon esempio di narrativa d'azione, in generale. Andiamo a farci quattro chiacchiere con Matteo. È questo signore qua.
Incontriamo Massimo Maugeri, scrittore catanese autore de “Identità distorte”, anima del blog letterario “Letteratitudine” dal 2006.
William S. Burroughs, borghese per nascita e per errore, e non per esistenza e scelte di vita, provocava: in questo libro, che adorava, aveva riconosciuto “una cricca di innocui perdigiorno e ladri, con un codice di comportamento che per me aveva più senso di quelle regole ipocrite e arbitrarie che i miei simili ritenevano ‘giuste’”. Al di là della discutibile condivisibilità di questo approccio, in realtà bisogna ammettere che si tratta di uno dei livelli di percezione: magari del più basso, del più viscerale. Io dico del più sbagliato. Nemmeno si riesce a credere che fosse questo l’intento autoriale: dovrebbe essere l’opposto, ossia dimostrare quanto sia pericoloso e autodistruttivo intraprendere certi percorsi.
L’AQUILONE DI UN’IDEA.
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