Nell’immaginario occidentale la Russia è una presenza stabile, seppure velata inesorabilmente dalle luci e dalle ombre del mito. Tra Ottocento e Novecento, agli occhi dell’opinione pubblica colta rappresentava in Europa l’emblema della “terra di mezzo”. Il luogo dove la cultura occidentale, che a San Pietroburgo celebrava ancora una delle sue capitali, trascolorava nella barbarie delle steppe asiatiche e negli istituti feudali di immense campagne. Il Paese di Dostoevskij e Turgenev era lo stesso dell’autocrazia zarista, che nell’Europa delle fabbriche e delle prime conquiste sindacali non dava segno di voler abrogare la servitù della gleba.
Commenti recenti
11 ore 36 min fa
11 ore 37 min fa
12 ore 51 min fa
12 ore 52 min fa
14 ore 8 min fa
15 ore 39 min fa
16 ore 2 min fa
16 ore 7 min fa
19 ore 17 min fa
19 ore 20 min fa