“Lettere dalla Terra” è probabilmente il Mark Twain che non ti aspetti. A fronte delle “Le avventure di Huckleberry Finn”, “Tom Sawyer”, “Il principe e il povero”, “Un americano alla corte di re Artù”, le opere più famose dello scrittore americano e nello stesso tempo considerate tra quelle più adatte ad un pubblico di bambini o ragazzi, parte dei lettori avranno pensato ad un Twain quasi come una versione maschile della maestrina dalla penna rossa. Ed invece niente di più sbagliato.
L'ipocrisia è la malattia della società occidentale, e va corrodendo la nostra civiltà giorno dopo giorno; a dare retta al vecchio Mark Twain la responsabilità è delle fanfaluche, delle cattiverie e delle bassezze che abbiamo imputato al nostro dio, e abbiamo infilato nei testi sacri. Nel 1939, ventinove anni dopo la morte dell'artista, il curatore Bernard Devoto aveva allestito la prima edizione di queste sue eretiche, caustiche e feroci “Lettere dalla Terra”: passarono altri ventitre anni prima che venisse pubblicata. La ragione è che la figlia dello scrittore americano, Clara, s'opponeva alla stampa: a sentir lei, queste lettere davano “un'immagine distorta delle idee e delle posizioni di mio padre”.
William Goldman è uno degli sceneggiatori più noti e celebrati del cinema statunitense, basti ricordare pellicole come “Butch Cassidy” del 1969 o “Tutti gli uomini del presidente” e “Il maratoneta” ambedue del 1976 ed ecco la casa editrice Mattioli 1885 pubblica per la prima volta in Italia la sua opera d’esordio “Io sono Raymond” del 1956, uscita quando l’autore aveva appena 26 anni.
Col trascorrere degli anni diventa sempre più difficile districarsi nella sterminata produzione dello scrittore statunitense (texano) Joe R.
Quando si leggono romanzi come «Il buon ladro» di Hannah Tinti si riesce per qualche ora a tirare il fiato, allontanandosi dalle letture abituali e dal mondo difficile e contradditorio in cui viviamo.
Sembravano far ben sperare il titolo e le note di copertine del romanzo «Case di scrittori del New England: la guida del piromane» di Brock Clarke ed invece l'entusiasmo si ferma dopo poche pagine e ci si trascina stancamente e notevolmente irritati fino all'ultima pagina, chiedendosi perchè non si è avuto il coraggio di mollarlo prima.
Il romanzo narra la storia di Sam Pulsifer, ragazzo senza qualità e bravissimo a mentire, finito in carcere da giovanissimo per aver accidentalmente incendiato la casa di Emily Dickison causando la morte di due persone e di come una volta uscito dal carcere percorra la difficile strada del ritorno alla vita normale: cacciato dai genitori di casa, frequenta il college, ottiene un ottimo lavoro, si spos
Undici sassate di Mark Twain: “Libertà di stampa” (Piano B Edizioni, 2010) è un'antologia di scritti dedicati alla libertà d'espressione, all'ingiusta popolarità dell'opinione pubblica, alla demistifazione del mito degli eroi di guerra, alla demolizione della propaganda bellica, al culto del sempre più difficile libero pensiero.
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