IL GRAN NEMICO DELL'IDEALISMO. Il paradosso di Cioran è che scrive come Zarathustra e tuttavia nega di esserlo. “In ogni uomo sonnecchia un profeta, e quando si risveglia c'è un po' più di male nel mondo”, predica, in piena contraddizione. Predica il diletto della creazione e della distruzione dei valori: ritiene che al di là della creazione e della distruzione del mondo, tutte le iniziative siano senza senso. È convinto che si possa cambiare idea così come ci si cambia una cravatta. Nega l'esistenza dell'Assoluto. Sostiene che la vita si regga sul niente. Crede che vita e amore siano menzogne assurde. Giura che ogni essere non sia che una pretesa del nulla. E che vivere significhi credere e sperare, mentire e mentirsi.
Nessuno come E.M.Cioran, scrittore e pensatore dal fascino contagioso, ha pugnalato con la scrittura l’essenza tragica dell’esistenza. Nessuno come lui, nel secolo scorso, si è servito del frammento per riassumere in un unico grande aforisma tutto il divenire che nelle cose mostra la sua spregiudicata metafisica. Chi è stato in compagnia di Cioran racconta che era impossibile uscire delusi da un incontro con lui. Mario Andrea Rigoni, che lo ha conosciuto bene, parla di Cioran come un eletto della malinconia, un amante della cenere che spiazzava chiunque con le sue originali versioni devastate. La singolarità di Cioran è fuori discussione.
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