Ho percorso le liriche di Fabrizio Manini sia in sequenza dialettica che sincronica. Per quanto riguarda il primo approccio è impossibile non constatare sia l'ampliamento tematico che la maggiore icasticità, sia il dominio della parola che l'equilibrio sofferto dei sentimenti.
A mio avviso un poeta non si conosce e si apprezza nel tempo " reale" della scrittura ma nella dinamica "divina" di essa. Ad Alda Merini chiesero " Ma lei ha visto Dio?" " certo" rispose" altrimenti come avrei potuto scrivere?"
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