Terry Southern, scrittore e sceneggiatore americano (“Easy Rider” e “Dottor Stranamore”), si prende gioco di sua maestà Stanley Kubrick e del cinema d'autore, pronosticando involontariamente quel che forse stava pensando il genio di “2001” prima di lavorare ad “Eyes Wide
Kubrick insegnava, nel suo grottesco “Dottor Stranamore” (1963), che certe oscure personalità del regime nazista avevano semplicemente cambiato casacca, vestendo quella dei campioni della libertà degli Stati Uniti; Bianciardi, in questo suo racconto di quattro anni successivo, non racconta niente di diverso, e si serve di espedienti analoghi – l'aspetto fisico del reduce è cambiato, ma non la sua condotta – per raccontare ai cittadini che probabilmente il liberatore non è così democratico come voleva illuderci d'essere.
“I’m singing in the rain
Just singing in the rain
What a glorious feelin’
I’m happy again
I’m laughing at clouds
So dark up above
The sun’s in my heart
Full Metal Jacket: l’origine.
ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY.
Shining: l’origine.
Il film è tratto dal terzo romanzo di Stephen King, “The Shining”, pubblicato nel 1977. King non ha mai apprezzato la traduzione cinematografica di Kubrick: a suo dire, il regista “non riusciva ad afferrare la pura malvagità inumana dell’Overlook, perciò cercava il male nei personaggi e trasformò il film in una tragedia domestica con solo qualche sottofondo sovrannaturale”1.
La luce è tutta naturale: unica concessione, il tiepido riflesso delle candele. La storia è paradigmatica: romanzo della vita del giovane Redmond Barry, signore della piccola contea di Barryville, narrato sin dagli anni della sua giovinezza. Redmond è orfano di padre. Il padre è caduto in un duello.
Vive, irrequieto e ambizioso, nel sogno impossibile dell’amore della cugina, nel desiderio di una vita avventurosa e generosa di ricchezza e di grandezze, nell’attesa di un evento che muterà la sua esistenza per sempre. E sarà proprio l’amore per la cugina a cambiare il corso dei suoi giorni.
Il dottor Stranamore: l’origine, e qualche appunto.
Stanley Kubrick lesse nel 1958 il romanzo “Two Hours to Doom”, dell’ex tenente dell’aviazione della RAF Peter George, pubblicato con lo pseudonimo di Peter Bryant. Comprò i diritti dell’opera assieme a James Harris per 3500 dollari. L’adattamento del romanzo fu inizialmente curato da Kubrick e George a New York e quindi dal regista e dallo scrittore texano Terry Southern a Londra.
“Let not Ambition mock their useful toil,
Their homely joys, and destiny obscure;
Nor Grandeur hear with a disdainful smile
The short and simple annals of the poor.
The boast of heraldry, the pomp of pow'r,
And all that beauty, all that wealth e'er gave,
Awaits alike th' inevitable hour.
The paths of glory lead but to the grave”.
(“Elegy Written in a Country Churchyard”, vv. 29-36, di Thomas Gray).
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