“L'esodo fa parte della storia del nostro Paese. Come fanno parte della nostra storia, rispetto a questo specifico problema, le responsabilità di quanti nell'immediato dopoguerra mostrarono una preconcetta ostilità contro i profughi, ritenendoli solo una massa di fascisti in fuga da chissà quale paradiso socialista. Invece erano in gran parte italiani e per lo più povera gente, vittima di una politica di annessione che aveva tra i suoi primi scopi quello, come diceva Milovan Gilas, di 'indurre tutti gli italiani ad andar via con pressioni di ogni tipo' dall'Istria” (Diego Zandel).
“Trieste e l’Istria, abbandonate e tradite nel settembre 1943, sono ancora degne della Patria. La storia risponderà se la Patria è stata degna di loro” (Ercole Miani, “La Resistenza nella Venezia Giulia”)
1952. Poliorcete Visentini da Buie, dalle parti di Umago, Istria, è in fuga, nelle campagne di Gorizia. È in fuga, disperato per non avere patria diversa da quella “catasta di serpenti” che è l'Italia.
FILTRO CONTEMPORANEO
Sì, vi chiedo scusa. Sto per parlare di un mio libro. L’argomento è questo. Avevo voglia di condividere con voi tutto questo, e non me ne frega niente se c’è chi penserà sia presunzione o protagonismo. Chi mi conosce non dubita della mia coscienza, e delle mie intenzioni. Dei perplessi e dei malevoli non mi interesso. Volevo dirvi queste cose, uno per uno, e abbracciarvi forte. Queste cose andavano dette, e andavano dette adesso: qui e non altrove. E senza che il libro sia disponibile. Questo è quanto.
*
A papà, S.A.F.
Opera prima di Fiorenza Aste, letterata trentina classe 1961, “Cocci di bottiglia” è una raccolta di dodici racconti, scritti – leggiamo nella prefazione – “qualche anno fa”. Introduce Antonella Lattanzi: “Cocci di bottiglia è il libro delle piccole cose. Sensazioni, più che grandi avvenimenti. Particolari minimi, a spalancare un’orda di ricordi. Tutto il dolore concentrato nel verde di un cappotto, la morte di una madre in porte legate e case vuote, l’amore fraterno in una zuppa di biscotti e latte, la solitudine, dentro una casa famigliare.
Nessuno, mai, farà comprendere Aristotele ad un mulo.
Scriveva il poeta Carolus Cergoly:
ORDINE DAL CAOS
Confesso di non capire la poesia. Ricordi di versi in rima e metriche millimetriche, poc’altro. Dunque. Davanti a questo postnovecento, sensazione di stare davanti a un quadro. (Picasso? Kandinsky?). Come ascoltare musica classica contemporanea. Glisso sulla prima metà del lavoro scivolandoci sopra con stupefatta incomprensione. Strano modo di scrivere poesia. Strano linguaggio. Innesti, a intervalli irregolari di vocaboli pregni di macchine e metallo
Dovessimo riconquistare una dimensione eroica
Sopravanzando l’umano la carne e il sangue
Nelle aspirazioni di freddezza e di silicio
Umanesimo culturale e poetico di Patrick Karlsen
Simone Beaumont, Marco Busetta, Angela Migliore, Patrick Karlsen: live in KNULP.
Marco risponde alle domande di Angela, Patrick osserva attento.
Karlsen introduce. Nacci prende appunti, Franchi si accorge che ha una mano destra abnorme.
Franchi replica, Nacci ammira la tecnologia del microfono, Karlsen è basito. Di cosa si parla?
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