La scena neo-folk degli ultimi anni del Mila si sta arricchendo sempre più di sfumature. Quante di queste riusciranno a dare una spazzata in un genere ormai saturo di cloni e ridondanze? La tendenza a seguire le orme dei miti - Death In June e Current 93 su tutti - sembra ormai essere giunta al capolinea e, a parte forse gli ultimi lavori di Jerome Reuter con Rome e degli Spiritual Front, le novità si fanno desiderare. Devant Le Miroir porta un coro di armonica bellezza nell'affollato ambiente folk-industriale.
Thomas Pettersson, talentuoso songwriter svedese, è pronipote della casata Death in June, lo storico gruppo che nel ventennio '80/90 reinventò le regole della musica gotica, inventando il cosiddetto neo-folk. Una solida base di chitarre acustiche, la profonda voce di Douglas Pierce carica di reverbero, atmosfere oscure e testi che erano riflessioni sulla Grande Mietitrice: le ballate dei Death in June erano piccole goccie di lucida amarezza, vero elogio e manifesto della volontà nichilista novecentesca.
Completamente disorientanti, intrisi d’atmosfere melanconiche, contraddistinti da un cura maniacale dei suoni. Senza alcun dubbio si può parlare di capolavoro per “Rock Action”, penultimo disco dei Mogwai, intenso concentrato di modernità e sentimento a cui non è possibile avvicinarsi senza partecipazione.
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