“Catherine gli porge il vino, poi si avvicina a me con l'altro bicchiere. 'E tu, Wilberforce?'. E io? La domanda apre tante possibilità. Accetto il vino, e in quel momento le sue dita, raffreddate dal vetro, sfiorano appena le mie. Non ritira subito la mano, e invece mi guarda, per un attimo i nostri occhi si incontrano. Nella sua espressione vedo un'aria curiosa, disorientata. Poi mi lascia il bicchiere in mano. Non apro bocca, nemmeno per ringraziarla. Non riesco a parlare. Lei non sorride né dice nulla, aspetta un momento solo prima di voltarsi e tornare in casa a passo lento. Chi sei tu? Chiede il suo sguardo. Cosa sei tu? Conosco la risposta. Non sono nessuno. Sono chiunque.
Irvine Welsh ci svela un segreto: tutto il mondo (editoriale) è paese. “Ho scoperto per caso questo libro l'estate scorsa – scriveva nel 2002 – È stato ripubblicato di recente dalla Black Ace Books, una minuscola casa editrice di Arbroath, Scozia. A mio giudizio, questo romanzo è una delle più grandi opere di narrativa pubblicate in UK negli anni Ottanta, e resto tuttora alquanto stupito del modo in cui è stato trascurato”.
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