Gianluca Liguori è uno scrittore vero. Me ne sono reso conto leggendo il suo racconto di apertura contenuto nell’antologia collettiva Il cagnolino ride, edita da Tespi. Il breve testo, molto autobiografico, tipico dello scrittore che vuole solo di raccontare se stesso e il mondo che ruota attorno alla sua esigenza creativa, mi ha fatto venir voglia di approfondire la conoscenza del giovane autore. Ho scritto a Nicola Pesce e mi sono fatto mandare Dio è distratto, felice romanzo d’esordio che Liguori scrive a soli ventidue anni. La sola cosa sbagliata del libro è la postfazione di Vincenzo Sparagna che avrei evitato di pubblicare.
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