THE ONLY THING WE HAVE TO FEAR IS FEAR ITSELF. Il filosofo norvegese Lars Svendsen fonda questo suo nuovo, polemico e intelligente pamphlet su una prospettiva liberale: è convinto che l'indesiderata e insensata cultura odierna della paura vada indebolendo la nostra libertà. È una convinzione che non possiamo non condividere. In gioventù abbiamo letto “La scimmia e l'essenza” di Huxley e abbiamo imparato che il potere si regge su tre pilastri: paura, nemico, nazione. L'unico dei tre ad avere senso e futuro è il terzo.
Nei “Fogli di via Veneto” c'è più di qualche passo di straordinario interesse, a dispetto della – consueta – natura frammentaria del testo. In prima battuta, in queste pagine si può ricostruire un (piccolo, ma romantico) spaccato della vita degli artisti romani negli anni Cinquanta e Sessanta: Flaiano raccoglie tutta una serie di aneddoti (protagonisti, Maccari, Cardarelli, Fellini, Brancati), commemora le morti (Brancati, 1954; Cardarelli, 1959; Longanesi, 1957) e descrive via Veneto e Roma com'erano prima degli anni del boom.
“Attenzione”: prima e ultima parola dell’ultimo romanzo di Aldous Huxley, “L’isola”. Attenzione al presente, al qui e ora, a quel che ti sta capitando. A quel che stai vivendo.
A quel che stai leggendo dell’utopia dell’isola di Pala, isoletta circondata da miliardi di pazzi (p. 99): noi.
“Non è mai esistita una società nella quale la massima parte delle buone azioni sia stata dovuta agli Esseri Buoni e sia stata di conseguenza sempre opportuna. Questo non significa che non possa mai esistere una simile società o che noi a Pala siamo sciocchi tentando di realizzarla” (p. 57).
Il secondo romanzo di Aldous Huxley, “Passo di danza”, è un’operetta traballante e incolore. Nonostante l’apprezzabile chiarezza espositiva, nonostante la (pur abbozzatissima) satira, nonostante l’elegante e cerebrale cura formale, si fatica a entrare nel vivo della narrazione e si stenta a stabilire sintonia con un mondo di personaggi che risultano stanchi clown e macchiette stereotipate e annoianti.
VISIONI.
NOTIZIE DA DISTOPIA.
Questa non è proprio una recensione su quanto sia bello e intrigante il libro, non c’è la trama e non ci trovate il sistema dei personaggi. È un insieme di riflessioni fatte sui contenuti del libro e sulle implicazioni etiche che esso comprende, specie per quanto riguarda l’ambito della medicina, che è quello che conosco meglio. Buona lettura.
***
Commenti recenti
11 ore 36 min fa
11 ore 37 min fa
12 ore 51 min fa
12 ore 52 min fa
14 ore 8 min fa
15 ore 39 min fa
16 ore 2 min fa
16 ore 7 min fa
19 ore 17 min fa
19 ore 20 min fa