“Ricorrendo ad una suspense identica a quella del marito che si aspetta di essere tradito, lo scrittore si pone in una condizione che gli consente di osservare, come quell'eterno cornuto che è Dio ha sempre fatto dall'istante in cui ha separato la luce dalle tenebre, le ricorrenti infedeltà della sua creazione”.
Un anno e mezzo dopo “Kalooki Nights”, Cargo porta in Italia il secondo romanzo di Howard Jacobson, in realtà scritto nel 1999. Ed è importante sottolinearlo, perché non conoscendo la vicenda editoriale si potrebbe pensare ad una battuta d'arresto, ad un tentativo di attenuare quell'ironia caustica che era stata il perno su cui poggiava l'intera architettura del libro letto in precedenza.
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