Non è frequente trovare un avvocato autoironico, per questo il breve saggio del veronese Alberto Fezzi va tenuto in considerazione e letto con un sorriso. Costituisce un unicum nel panorama letterario e ci presenta quadri divertenti sulla professione dell’avvocato e riflessioni notevoli, espresse sempre in tono semiserio.
Gordiano Lupi è recidivo. Non riesce proprio a tenere la lingua a posto. Se la prende ancora una volta con la mafia culturale che dilaga in questo Paese. Dopo aver fatto incazzare tanta gente permalosa con Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura (Stampa Alternativa, 2004) e Nemici miei (Stampa Alternativa, 2005), torna sull’argomento con Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica). L’irriverente editore e scrittore di provincia anche questa volta si toglie un po’ di sassolini dalla scarpa.
Con uno stile che rispecchia il toscano parlato dalla gente di strada, Gordiano scrive questo libro per "dire quattro cazzate sulla letteratura e sul mondo dell’editoria".
Ogni capitolo un ponte di Roma (Sublicio, Nenni, Sant'Angelo, Sisto e così via) e per incipit un brumoso febbraio, nell'ora peggiore di una gelida notte che cela misteri e puzza di neopaganesimo. Dal Tevere affiorano alcuni cadaveri, accomunati dal fatto di avere indosso una tunica bianca e alcune lettere sul petto, marchiate a fuoco. Suicidi? Forse no: sono stati drogati di assenzio. Unico testimone della loro morte è Venanzio, un solitario clochard che tenta di mettere in guardia il popolo dei diseredati dalle trame oscure di una donna velata che li accompagna al sacrificio, fino al tuffo nel fiume sacro.
Estate. Tempo di vacanze. Quale miglior consiglio di lettura di un petit cahier di viaggio di Historica? La piccola casa editrice di Cesena, capitanata dal più giovane editore d'Europa (Francesco Giubilei, diventato da poco maggiorenne) propone questa collana di libricini accattivanti per il formato – sembrano dei taccuini, con delle copertine-cartolina – e per il concept che li caratterizza: agili nel contenuto in pagine e ridotti nel prezzo.
Biljana Petrova, letterata macedone classe 1974, conosce il segreto per far vivere le nostre cartoline della città di Skopje, Macedonia: per insegnarci cosa significhino davvero, cosa rappresentino. Il suo “Sogno di Skopje” (Historica, 2010) è un'atipica, piccola guida alla sua terra, fresca di indipendenza (1991), benedetta dalla nascita di Madre Teresa. Scopriamo una città multietnica, tra le campane delle chiese e i richiami dei minareti, incantati dalla coscienza d'essere assolutamente forestieri.
Pulp, frenetico, violento, amorale, ultracinematografico: “Touch and Splat” è un divertimento ideato e composto da uno dei narratori più americani della nuova generazione italiana, Alessandro Cascio, classe 1977. Lo scrittore palermitano ha deciso di ibridare, alterare e rinnovare due paradigmi diversi: “Das Experiment” di Hirschbiegel (2003) e “Il grande freddo” di Kasdan (1983), sporcandoli con un linguaggio tarantiniano e diretto, infarcito di americanismi qua e là (l'aggettivo “fottuto” prolifera sbarazzino, a un tratto).
“Un uomo si gioca la vita negli anni della gioventù, proprio nel periodo in cui non ci stai di testa, ragioni per come ti gira il vento e pensi che siccome sei stato coraggioso non potrà mai succederti niente di male. Tutte cazzate” (Naspini, “Cento per cento”, p. 22)
Fabio Zanello ci parla della neonata collana di cinema di Historica Edizioni, intervistato dal direttore editoriale. Ne deriva un colloquio interessante che spazia tra vari argomenti e permette di approfondire la conoscenza del critico cinematografico torinese, attivo da anni nel mondo dell'editoria con pubblicazioni e collane.
Dimenticate la Crisopoli-Zurigo maledetta da Guido Morselli nella “Dissipatio Humani Generis”, coacervo freddo di banche e di chiese, città dorata che ammazza la pietà e annienta l'essenza degli esseri umani, tanto che non può più ospitarne, nel romanzo, se non come spettri, o come voci registrate. Francesca Mazzucato non condivide la linea dell'artista padre di “Roma senza papa”: la sua Zurigo è una città borghese ma fascinosa, elegante e vivibile, moderna e fertile di ispirazione.
“Tutto questo per dire che io sono nato pugile punto e basta. Al cento per cento. Non al settanta. O al novantanove. Al cento per cento, signori miei. E uno così, in questo mondo di pugili al sessanta e all’ottanta per cento, fa baldoria, credetemi”. (p.28)
A raccontarsi in questo modo in una lunga intervista è Dino Carrisi, un pugile ottantaquattrenne d’origine italiana, che vive nel Vermont.
“Trieste e l’Istria, abbandonate e tradite nel settembre 1943, sono ancora degne della Patria. La storia risponderà se la Patria è stata degna di loro” (Ercole Miani, “La Resistenza nella Venezia Giulia”)
1952. Poliorcete Visentini da Buie, dalle parti di Umago, Istria, è in fuga, nelle campagne di Gorizia. È in fuga, disperato per non avere patria diversa da quella “catasta di serpenti” che è l'Italia.
Parte alla grande la collana Short Cuts delle Edizioni Historica, fondate dal giovane Francesco Giubilei, entusiasta ideatore della rivista Historica (www.historicaweb.com), adesso unita alla storica Il Foglio Letterario (www.ilfoglioletterario.it).
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