Spiegare la guerra ai bambini non è semplice. Così come non è semplice far comprendere loro l'orrore della morte e della distruzione che ogni guerra porta con sé. Eppure è fondamentale che anche i più piccoli, giunti ad un'età adeguata, vengano messi a confronto con gli episodi più tristi della nostra storia.
Once there was…Es war einmal…C’era una volta una guerra, che suona più o meno come “c’era una volta un califfo per un un’ora”. Il titolo è volutamente provocatorio. John Steinbeck, scrittore americano versatile e fecondo, si è cimentato con un evento drammatico, la guerra, vissuta in prima persona, in quanto inviato al fronte. Da questa esperienza sono scaturiti una serie di “pezzi”, spesso scritti nei tempi impossibili richiesti dai giornali e in situazioni affatto comode, il cui contenuto non appare invecchiato neppure di un giorno.
Un libro adatto ai più giovani, "Stelle di cannella". Abbordabile e semplice. La scrittura di Helga Schneider può avvicinarsi con disarmante candore ai bambini e ai ragazzi perché diretta, lineare e limpida anche se a tanta comprensibilità di lettura si affianca l'amarezza e, a tratti, la crudeltà di quanto narrato. Perché anche in "Stelle di cannella" l'argomento principale è il nazismo, l'odio cieco che ha generato, le violenze e le persecuzioni contro gli ebrei.
Dopo la nascita di mio fratello Peter, mia madre scoprì di aver sbagliato carriera. Ben presto si convinse che servire la causa del Führer fosse più onorevole dell'allevare i propri figli; così ci abbandonò entrambi in un appartamento di Berlin-Niederschönhausen e si arruolò nelle SS. Era l'autunno del 1941 e le forze tedesche se la passavano male sul fronte russo.
Così si interrompe l'infanzia di Helga Schneider. Era il 1941 e lei aveva solo 4 anni.
Nel 1937 i nazisti realizzarono il campo di concentramento di Buchenwald, nei pressi di Weimar. Per costruirlo furono costretti a distruggere 150 ettari di bosco ma salvarono una quercia. Era l'albero che Weimar aveva dedicato a Johann Wolfgang Goethe, celebre poeta e scrittore tedesco, morto in quella città nel 1832. Le SS lasciarono la quercia, denominata "L'albero di Goethe", all'interno del campo di concentramento di Buchenwald, luogo in cui morirono circa 50.000 esseri umani.
Commenti recenti
0 sec fa
51 min 15 sec fa
55 min 50 sec fa
1 ora 4 min fa
1 ora 14 min fa
1 ora 14 min fa
3 ore 5 min fa
5 ore 21 min fa
5 ore 31 min fa
5 ore 38 min fa