Credo che almeno una volta nella vita sia capitato a tutti di scontrarsi con la ferocia e la crudeltà dei bambini, con la loro cattiveria capace di spingersi oltre qualunque limite e non sto parlando, semplificando, dei bambini di guerra o di coloro che vivono i zone difficili o da storie di degrado, no, sto parlando dei bambini che hanno giocato con voi, dei vostri figli, di quelli che vedete uscire da scuola. Magari vi sarà capitato anche di viverla sulla vostra pelle questa crudeltà quando eravate piccoli o magari l’avete vissuta anche oggi che siete degli adulti (i bambini sono capaci di non farsi troppi problemi) e che avete dei figli o dei nipoti e questa ferocia vi ha sconvolto la vita in una tale maniera che ne rimarrete segnati per sempre.
Elliott Smith è un cantautore morto ormai quasi dieci anni fa, non molto conosciuto in Italia, a mio parere uno degli artisti più significativi della musica degli ultimi vent’anni, insieme a pochi altri. Lo si nota anche in questo doppio cd, composto da materiale inedito, spesso ancora in fase di lavorazione: New Moon è un album di frammenti incompiuti, di rarità e b-sides, ma il fatto che sia ugualmente uno dei dischi più belli ed emozionanti degli ultimi anni ci fa comprendere, probabilmente, la reale grandezza di questo artista.
“Se un proiettile dovesse entrarmi nel cervello, allora possa anche distruggere tutte le porte dietro le quali ci si nasconde.”
(Scritta commemorativa nella Harvey Milk Plaza di San Francisco.)
Il misterioso James Fogle, autore di un libro soltanto, narrato in terza persona per acquisire il necessario distacco dalla sua drammatica esperienza esistenziale, dedica l’opera ai tossici che bazzicavano il suo giro nel 1974. Agli amici che morirono allora, o qualche tempo dopo; e alla luce dei suoi occhi. Una donna. Anfetamina, morfina, speed, Numorphan, Dilaudid sono i comprimari di un romanzo cupo e credibile: l’apoteosi e la discesa negli inferi di una persona che viveva sbagliando, e nell’errore manteneva un’etica. Un codice. Barbaro, o almeno essenziale: ma di codice si trattava.
Quando Goethe, nel Faust, scrisse queste splendide parole immortali che racchiudono il senso dell’ età inquieta: “Rendimi il tempo della mia adolescenza, quando ancora non ero me stesso se non come attesa. Rendimi quei desideri che mi tormentavano la vita, quelle pene strazianti che pure adesso rimpiango. La mia giovinezza… Basta. Sappi rianimare in me la forza dell’odio, il potere dell’amore” certamente non aveva idea di cosa sarebbero divenuti gli adolescenti del terzo millennio. E come avrebbe potuto?
Non è soltanto per la libera circolazione delle armi: come Michael Moore insegna, la proporzione armi-abitanti di USA e Canada è estremamente simile, il numero annuo di cittadini massacrati per arma da fuoco ben distante. Non è nemmeno per via dei contrasti di una società multietnica, Inghilterra e Canada dimostrano il contrario; né per l’esposizione catodica quotidiana a violenze e omicidi, perché allora in ogni nazione occidentale dovrebbero ripetersi fenomeni analoghi con simile periodicità.
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