Sgangherata, liminare e blasfema, “La casa del sollievo mentale” è una satira allucinata e grottesca d'una vita di provincia sull'orlo del collasso: da qualsiasi punto di vista. Protagonista e comprimari sono più o meno coscienti di resistere in vita per la consolazione della follia; e quando manca quella coscienza, subentra l'estasi della stupidità, o della sconnessione. Oppure, incresciosamente e inaspettatamente, spunta fuori un passato tanto sporco che diventa impronunciabile – nero, nero profondo, e irrimediabile.
"Per definizione una caverna deve avere un'apertura grande a sufficienza da permettere a un uomo di entrare. La cavità può essere erosa dal vento o dall'acqua. Può essere profonda chilometri e chilometri. Ma deve permettere a una persona di entrare. Ed è questo che fa tanta paura di una caverna, che qualcuno possa entrarci."
Si apre con queste frasi il romanzo di Percival Everett "Ferito" ed in quelle frasi, nel buio che ci attende, è racchiuso tutto il senso del libro.
Ecco che vuol dire essere insegnanti di scrittura creativa!
Ambaraba ciccì coccò tre civette sul comò, che facevano l’amore con la figlia del dottore...
Questo è un libro sulla morte, ma è godibile, a tratti spensierato, a tratti divertente, ma non indugia sul vezzo ferale dello scrittore compreso di sé.
Incontriamo Leonardo G. Luccone, responsabile della collana Greenwich (Nutrimenti). Parleremo di Greenwich, del nuovo romanzo in uscita (Il revisionista di Miranda Mellis).
Stefania Iannella, nel suo notevole studio “La naissance du courant de conscience en littérature”, insegna: in principio – 1887 – era il misconosciuto Edouard Dujardin (1861-1947), autore di “Les Lau
“Noi, tutti noi, siamo e saremo solo punti e linee. Rock’n’Rolle. Un cerchio è solo una linea retta equidistante in ogni punto da un dato punto. Lagrange abbuffata. Un quadrangolo è quattro linee intersecate nello spazio. Il punto non ha dimensioni, è pura ubicazione. La linea non ha profondità, è pura direzione e lo spazio non è nulla. Avanti un atomo” (p. 187).
Non vuole essere messianico. Forse non vuole essere nemmeno luciferino. È un satiro in fasce. È soltanto un bambino che ha sviluppato con eccezionale precocità il linguaggio, e con abnorme intelligenza interiorizza e apprende opere letterarie di ogni genere e periodo storico: tutto osserva, critica e giudica, ogni cosa descrive e nomina. Ralph, io narrante, è consapevole che tutto quel che vede è infinitamente al di fuori di sé: contempla e analizza, cerca significato in quel che a volte non ne ha. Indaga e investiga la realtà: crede che la realtà abbia un’anima, consapevole di se stessa e di noi; noi la vediamo tutto il tempo e non ce ne accorgiamo (p.
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