"Piazza dei Mille Venti, i giocatori coperti di brina assomigliano a pupazzi di neve. Un vapore bianco esce dal loro naso e dalle bocche. Aghi di ghiaccio, spuntati sotto i bordi dei loro berretti, pendono verso terra. Il cielo è di madreperla, il sole, cremisi, cade, cade. Dov’è la tomba del sole? Quando quel posto si è trasformato in luogo di incontro degli amanti del go? Non lo so. Le scacchiere incise sulle tavole di granito, dopo migliaia di partite, sono diventate visi, pensieri, preghiere. Stringendo nel mio manicotto uno scaldino di bronzo, batto i piedi per scongelarmi il sangue. Il mio avversario è uno straniero appena arrivato dalla stazione. Mentre la gara si intensifica, un calore dolce penetra in me.
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