Il possesso di una cultura imponente può divenire uno scudo o una condanna, un apice o un abisso. Il “professore” protagonista del romanzo di Pontiggia ha trovato nella sua preparazione accademica una fortezza inviolabile entro cui ormeggiare le sue certezze, anche umane ed intellettive. Uomo rigoroso, austero, inappuntabile. Eppure quando nella rubrica “Fendenti” della rivista letteraria “La Parola agli Antichi” viene pubblicata una lettera nella quale si accusa l’attento professore di aver sbagliato l’etimologia della parola “ipocrisia”, il dubbio, le insinuazioni, i sospetti e l’incertezza iniziano a prendere il sopravvento.
"Mi sia consentito ripetere che la biblioteca di mio padre è stata l'elemento cardine della mia vita. In realtà non ne sono mai uscito" (Borges)
“Prima persona” (Mondadori, 2002) è un grande taccuino d'autore: ospita elzeviri, appunti, annotazioni su eventi di cronaca, aforismi, massime e considerazioni sparse; tendenzialmente, concentrate sul mondo del libro, e della letteratura. È un'opera destinata a dare gioia agli appassionati di Pontiggia, a quelli che avevano imparato ad apprezzarne racconti e romanzi: completa e migliora la famigliarità con stile e personalità dell'artista comasco, illudendo spesso di essere seduti allo stesso tavolo con lui, magari condividendo un caffè, qualche sigaretta e un ricco amaro.
"Io sono convinto, senza essere affiliato a nessuna setta spiritica, che la sola presenza fisica dei libri, in una biblioteca, agisca su chi li possiede. Si legge anche per osmosi” (Pontiggia, “Leggere”, in “L'isola volante”, p. 71)
Emergono, da questa raccolta di saggi, due tendenze diverse - ma non contrapposte - di Pontiggia: una sfrenata passione per la letteratura, soprattutto per i latini, nonché una moderata e per nulla aggressiva vena critica. In breve, si capisce benissimo che Il giardino delle Esperidi è scritto da uno scrittore. Questi saggi, perloppiù scritti negli anni '70 e raccolti da Adelphi nel 1984, spaziano da Pindaro a Verne, da Baudelaire a Pessoa, fino ad un memorabile omaggio a Daumal. Se la figura del critico nel Novecento si eclissa è anche merito, nel bene e nel male, di Pontiggia.
Incontriamo Massimo Maugeri, scrittore catanese autore de “Identità distorte”, anima del blog letterario “Letteratitudine” dal 2006.
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