L’idea di partenza della curatrice di questa raccolta di racconti, Katharine Schmidt, appariva interessante: riunire nove scrittori attorno ad una notte, lasciandoli liberi di descrivere un’ora precisa dalle 21 alle 6.00. Peccato che questa idea resti solo un’intenzione e viva di pochi momenti davvero interessanti. D’altra parte l’idea di un’antologia di racconti è già di per sé qualcosa di molto problematico e rischioso, dando spesso l’impressione più di un accumulo di racconti, di un’esperienza estemporanea che non lascia tracce.
Se “Afraid To Dance” disco dei genovesi Port-Royal, uscito nel 2007 per l’etichetta inglese “Resonant”, fosse stato registrato da un band non italiana, sono sicuro che avrebbe potuto godere di un maggiore successo nella nostra penisola, visto che al di fuori dei nostri confini sono un gruppo molto stimato ed apprezzato da critica e pubblico. Avrebbe forse sfondato non solo fra gli ascoltatori più attenti e gli addetti al mestiere ma anche fra coloro che amano determinate sonorità ma che non si aspetterebbero mai che esista un gruppo italiano capace di realizzarle.
Non sapevo che l'Italia fosse nella black list di Amnesty International. In questo libro, i giornalisti Alessia Lai e Tommaso Della Longa, saggisti esordienti, scrivono con grande chiarezza che il nostro Stato, “Paese europeo, membro del G8, espressione della cosiddetta civiltà democratica occidentale, finisce ogni anno sotto la lente d'ingrandimento di Amnesty”. Le cause? Maltrattamenti e omicidi a opera delle forze dell'ordine – spiegano nell'introduzione i due autori – decessi in carcere mai chiariti, ritardi nelle inchieste, addirittura la mancata ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura.
Scrittore d'altri tempi, Maggiani riesce ancora ad affabulare: racconta come pochi, col gusto di accompagnare il lettore per pagine e pagine e il respiro della narrazione si dilata ogni volta che entra in scena un'anima nuova del romanzo. Inventa storie poderose che cavalcano l'onda del tempo e attraversano gli oceani. Storie che s'intrecciano in un tourbillon di personaggi dipinti nelle più infinitesime sfumature. Perché “La regina disadorna” è una galleria di ritratti, una spettacolare campionatura dell'umanità e contemporaneamente un inno alla bellezza, esaltata in ogni sua forma ma mai edulcorata, mai epurata del suo lato grezzo.
“Avevo sognato centinaia di volte di essere madre, eppure non avevo mai accettato l'idea di poter essere padre. No, padre no, padre non volevo esserlo. Ci ero andato vicino due volte, e in entrambi i casi ero scappato” (Romeo, “Non piangere coglione”, p. 7). La prima volta a vent'anni, la seconda a trenta. A trentadue si sposa. A trentacinque non ha più niente, né donna né lavoro. E i soldi stanno per finire. Gli amici sono spariti. Leggere Paul Auster fa venire idee sbagliate, basta una telefonata fuori posto d'un gioielliere e Andrea va a ritirare gli orecchini di un altro, presentandosi al posto suo, come se fosse stato incaricato.
Collocato d'ufficio in congedo nel 2004, pensionato in ossequio a un decreto legislativo poco noto dopo trentacinque anni di servizio, Ennio Di Francesco racconta la sua storia in questo “Un commissario scomodo”, autobiografia nient'affatto romanzata ma, per dirla con Bobbio, “raccontata con vivacità, con tanti particolari riguardanti fatti, luoghi, persone, e con la passione di chi s'è dedicato con serietà e convinzione al proprio lavoro”. È stato un piccolo Serpico, per la nostra Polizia. Non ha combattuto la corruzione interna, ma la scarsa democrazia d'una struttura che non conosceva sindacato e non garantiva adeguati e dignitosi diritti ai suoi lavoratori.
"Teresa dice: 'Il sole se ne sta andando'. E Chicca, sussurrandomi all'orecchio: 'In francese si dice entre chien et loup, capisci? Tra il cane, che è il giorno, e la notte, che è il lupo. Quell'ora in cui non si distingue'. E immagino, dietro al sole, denti aguzzi e un ululato spaventoso” (p. 47).
Opera prima di Valerio Lucarelli, narratore napoletano classe 1969, “Buio Rivoluzione” (Pequod, 2006) è un romanzo di genere caratterizzato da interessanti analisi sulle dinamiche di interazione e opposizione tra Stato e movimenti eversivi o rivoluzionari di estrema sinistra: lo spettro d’un plausibile ritorno all’azione violenta da parte di movimenti non allineati e non riconducibili a nessun partito anima e infesta la narrazione.
POETA DELLO SPIRITO
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