Friedrich Glauser (1896-1938) ha vissuto una vita talmente intensa e tormentata che forse la sua esperienza letteraria, pur imprescindibilmente legata al suo iter vitae, potrebbe passare in secondo piano. Ma questo sarebbe un errore: nella sua produzione, diluita nei quarantadue anni di martoriata esistenza, l'autore e il narratore spesso si confondono, così come la realtà e la finzione, la vita vissuta e il romanzesco. Internato più volte in manicomio, infermiere a Charleoi, tossicodipendente insensibile a qualsiasi terapia di recupero, arruolato come volontario nella Legione straniera, Glauser assottiglia il confine tra la letteratura e il male.
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